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L’ex Milan ha deciso, lascia il calcio a 36 anni: il commovente omaggio ai rossoneri

San Siro - acmilan.com

L’ex Milan ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. Con un commuovente saluto il calciatore ha ufficializzato il suo addio al calcio all’età di 36 anni, dopo un ultimo periodo in cui era stato senza squadra.

LA LETTERA D’ADDIO

Quando non senti più il fuoco dentro, secondo me è arrivato il momento. È inutile che poi uno continui a giocare e trascinarsi, rischi di non divertirti più e secondo me non ha senso. Quando ho iniziato a sentire questo ho preso questa decisione“ ha affermato Giacomo Bonaventura. Il centrocampista italiano, dopo l’ultima parentesi chiusa con l’Al-Shabab nel 2025, ha detto ufficialmente basta. Per lui anche 6 anni al Milan, dal 2014 al 2020. Dalle stagioni più buie alla vittoria della Supercoppa Italiana, fino al ritorno in Europa. Il centrocampista marchigiano è riuscito ad essere una delle poche note positive negli anni più difficili della storia recente rossonera.

L’ultimo ricordo di Jack a San Siro, quell’ultima partita di Serie A contro il Cagliari, senza la possibilità di salutare il pubblico a causa delle restrizioni Covid.

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Il classe ’89 ha ricordato con affetto gli anni trascorsi al Milan: “Sicuramente la squadra in cui ho giocato di più è stata il Milan: ci sono rimasto sei anni e probabilmente è quella con cui ho disputato più partite, quella a cui sono più legato. Però non posso non citare anche Atalanta e Fiorentina: ognuna, a modo suo, è stata un’esperienza che mi ha dato tanto e mi ha fatto crescere molto“.

Su come vorrebbe essere ricordato


“Nel calcio, dopo che non giochi per due settimane, già si dimenticano tutti. Però mi piacerebbe essere ricordato come un appassionato di calcio, uno che ha lavorato tanto e ha sempre cercato di dare il massimo, senza scorciatoie e senza furbizie. Ho sempre creduto nel lavoro e ho cercato di dare sempre il meglio di me”.

Sul sogno pià grande realizzato

“Sicuramente giocare per la Nazionale: è il sogno di ogni ragazzo”.

Sui possibili rimpianti

“Ho sempre dato tutto e anche le cose che, durante una carriera, magari non vanno come vorresti, bisogna prenderle per quello che sono, farne tesoro e usarle per crescere, diventando un giocatore e una persona migliore”.

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