C’è qualcosa che accomuna due date pur distanti di 532 anni? O due uomini? L’uno nato a Genova nel 1451 e l’atro a Maputo (Monzambico) nel 1973. Cristoforo Colombo e Paolo Fonseca, il primo navigatore ed esploratore, il secondo allenatore di calcio di professione. Se il 12 ottobre 1492 si sancisce l’inizio dell’Età Moderna, il 6 agosto 2024 non sarebbe così forzato sugellare il nuovo corso o se preferite, l’Età Moderna del Milan.
L’America come terra di approdo, teatro del processo chiamato “scambio colombiano” ovvero scambio di culture e idee tra vecchio e nuovo mondo. Sempre gli States, questa volta un po’ più a nord rispetto a 500 anni fa, scenario di un nuovo processo che oserei definirlo “scambio fonsechiano”. L’allenatore portoghese eredita dal “vecchio Milan” tanta qualità individuale, in alcuni elementi non espressa completamente, e una cultura offensiva. A questa preziosa risorsa Fonseca sta instillando quotidianamente una maggiore disciplina e ordine tattico. Una copertura tra le linee figlia di una ricerca di palleggio nella costruzione dal basso espressione di un calcio molto gradevole che sta accrescendo la mai troppa autostima nella rosa. Un lavoro propedeutico alla scelta di gioco di attaccare tramite verticalizzazioni o cambi di campo per sorprendere gli avversari con una bella qualità offensiva.
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Le vittorie Americane su Manchester City, Real Madrid e Barcellona vanno prese per quelle che sono. Di certo vincere aiuta a vincere ma il calcio d’agosto va analizzato sempre con occhi sul presente e anima e ragione sul futuro. Dopo quasi un mese di preparazione è possibile lasciarci andare al gioco di “chi sale” e “chi scende”.
CHI SALE
IL GIOCO: È senza dubbio l’ospite più gradito. È un Milan più ordinato, coperto, fautore di ottime trame di gioco.
SAELEMAEKERS: il giocatore belga è tornato rigenerato dall’esperienza bolognese e dalla cura Thiago Motta. Qualità, presenza e maturità tattica soprattutto da esterno alto. In difficoltà da terzino destro.
CHUKWUEZE E PULISIC: Entrambi sullo stesso gradino. L’esterno nigeriano si può realmente considerare il vero acquisto di questa stagione. Non più relegato a “tracciare le linee” largo sulla fascia ma la sua qualità ed esuberanza fisica messa a disposizione della manovra. Il numero 21 rossonero è sempre nel vivo della costruzione e del gioco. Capitan America in una nuova veste. Sulla trequarti è veramente un bel vedere. Qualità, inserimenti, assist e gol. Se la squadra con lui nel vivo del gioco offensivo, Chukwueze e Leao riuscisse a trovare il giusto equilibrio, sarebbe il definitivo upgrade.
CHI SCENDE
LA DIFESA: In attesa di Pavlovic, Fonseca per due match consecutivi schiera la coppia Tomori – Thiaw. Al momento il segnale gerarchico è chiaro. Ma è altrettanto evidente che entrambi i calciatori siano in debito di condizione. O forse non hanno ancora assimilato i nuovi dettami tattici. Da segnalare continui errori tecnici e di posizionamento. Nulla che non si possa migliore ma bisogna farlo in fretta perché anche dalla maturità e crescita di Tomori e Thiaw passa la stagione del Milan.
LOFTUS – CHEEK: Confesso di essere in difficoltà quando parlo di Loftus, giocatore per il quale stravedo. Pare evidente che Fonseca non lo consideri il suo centrocampista avanzato preferito (vedi l’analisi precedente su Pulisic). Contro Real e Barca è stato arretrato accanto a Bennacer e Musah nei due di centrocampo davanti la difesa. Non passa inosservata la sua difficoltà nell’interpretare il ruolo. Vuoi per i tanti carichi di lavoro non semplici da smaltire nell’immediato vista la sua fisicità. Balza all’occhio il suo essere macchinoso nei movimenti e in affanno nelle coperture. Sicuramente un lavoro sul nuovo ruolo che vale la pena fare ma ci vorrà del tempo.
FILTRO DIFENSIVO: Questo deficit racchiude lo sguardo al futuro con la pressante esigenza di colmare la falla. Vuoi per interpreti, vuoi per assimilazione dei nuovi dettami tattici, questo Milan evidenzia carenze nella fase difensiva. Continua difficoltà nella fase di filtro o se preferite, di schermo difensivo. Se c’è una squadra che fa del palleggio rapido il proprio tratto distintivo, le difficoltà sono palesi. Dal post scudetto o, per dirla meglio, dal post Kessie e Tonali, il Milan mostra un grande lacuna, manna dal cielo per gli avversari. Deficit che rischia seriamente di inficiare un lavoro offensivo di primissimo livello e qualità. E con esso il giudizio complessivo sulla rosa.
Capisco la pazienza e il timing delle trattative ma sarebbe delittuoso non colmare una lacuna che, dopo due anni, sarebbe dovuta essere il primissimo obiettivo da chiudere sul mercato. Aver acquistato Morata, Pavlovic, Emerson Royal (trattativa vicinissima alla chiusura), potrebbe non essere sufficiente per sancire il tanto atteso salto di qualità. Bisogna rimediare ad un ritardo sul mercato non più giustificabile a 10 giorni dall’inizio ufficiale della stagione e 23 dalla chiusura del mercato. Fofana o chi per lui, insomma, un centrocampista/mediano difensivo deve essere il presente di questa squadra, in termini di mercato, per provare ad ambire a traguardi importanti.
Mai come in questi giorni o settimane, il destino è nelle nostre mani.
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