L’annuncio ufficiale è arrivato all’inizio della settimana, nella giornata di lunedì: Luka Modric è un nuovo giocatore del Milan. Un colpo di prestigio, che segna un’altra svolta nell’estate rossonera. Il fuoriclasse croato, reduce dal Real Madrid nel Mondiale per Club, sarà però a disposizione di Massimiliano Allegri soltanto a partire dai primi giorni di agosto, una volta terminate le vacanze post-torneo.
L’arrivo di Modric rappresenta molto più di un semplice rinforzo: è il simbolo di una nuova ambizione, di una squadra che cambia pelle ma vuole restare competitiva. E proprio di questa trasformazione ha parlato Franco Ordine, storico giornalista vicino al mondo Milan, intervenuto ai microfoni di Radio CRC.
“Il Milan? Al momento…”
Durante il suo intervento, Ordine ha tracciato un primo bilancio sul nuovo volto del Milan:
“Capiremo solo a fine stagione se i quadri saranno davvero completati, ma oggi il Milan è meno forte rispetto all’anno scorso. Sono partiti giocatori importanti come Theo Hernandez e Tijjani Reijnders, mentre sono arrivati Samuele Ricci e Luka Modric”.
Un mix tra esperienza internazionale e giovani di prospettiva che, secondo il giornalista, necessita ancora di tempo per essere valutato. Il vero punto di svolta, però, potrebbe essere rappresentato dalla guida tecnica.
Allegri in panchina e Tare dietro la scrivania: la nuova struttura del Milan
Uno dei passaggi più significativi delle dichiarazioni di Ordine riguarda i cambiamenti nella gestione tecnica e dirigenziale del club:
“In panchina è arrivato Massimiliano Allegri, mentre dietro le quinte c’è un dirigente come Igli Tare, che è esattamente quello di cui il Milan aveva bisogno”.
Dopo anni di esperimenti, il club di via Aldo Rossi sembra puntare su profili dal curriculum solido, con esperienza e carisma. Allegri porta in dote la sua conoscenza della Serie A, mentre Tare – ex Lazio – è noto per la sua abilità nel costruire squadre competitive a costi contenuti.
Il punto sulla Serie A: Juventus, Atalanta e gli equilibri che cambiano
Franco Ordine ha poi allargato l’analisi al resto del campionato, accennando alla situazione di alcune big della Serie A:
“La Juventus sarà più o meno come quella dell’anno scorso nella fase di Tudor. L’Atalanta? Un punto interrogativo. Il passaggio da Gasperini a Juric mi lascia perplesso”.
Se la Juve resta una certezza a metà, ancora da decifrare è la nuova Dea post-Gasp. Un cambiamento che potrebbe ridisegnare gli equilibri nella corsa ai piani alti della classifica.
Il Milan riparte da certezze e scommesse
Il Milan che si affaccia alla stagione 2025-2026 è una squadra in piena evoluzione. L’arrivo di Modric e Allegri da un lato, la partenza di colonne come Theo e Reijnders dall’altro. Una rosa ancora in costruzione, in cui esperienza, talento e visione tattica dovranno trovare la giusta sintonia.
Il mercato non è ancora chiuso, ma le prime mosse raccontano di un Milan ambizioso, più maturo e orientato a recuperare una dimensione vincente. Il giudizio finale, come dice Franco Ordine, arriverà solo a fine stagione. Ma l’impressione è che qualcosa di grande sia appena cominciato.
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