Rino Gattuso
è stato uno dei giocatori più importanti nella storia del Milan. Un giocatore pieno di grinta e voglia di lottare per la maglia, voglia di lottare per i colori rossoneri, non a caso soprannominato “Ringhio“. Una coppa del mondo con la nazionale italiana, due Champions League, una coppa del mondo con il Milan, due volte campione d’Italia, due volte vincitore della UEFA-Supercoppa, una coppa Italia e due volte vincitore della Supercoppa italiana. Insomma, un palmarès degno di nota.
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Il suo matrimonio con il club di via Aldo Rossi però non è giunto al termine con l’addio dal calcio giocato. Nel 2017 è stato alla guida della Primavera rossonera per poi essere successivamente portato in prima squadra fino al 2019, anno nel quale la sua avventura a Milano giunse al termine e decise di trasferirsi in un’altra piazza importante, Napoli, anche se la decisione non fu semplice:
“Non è semplice decidere di lasciare la panchina del Milan. È però una decisione che dovevo prendere. Non c’è stato un momento preciso: sarà stata la somma di questi diciotto mesi da allenatore di una squadra che non sarà mai come le altre per me. Sono stati mesi indimenticabili che ho vissuto con grande passione. La mia è una scelta sofferta, ma ponderata. Rinuncio a due anni di contratto? Sì. La mia storia col Milan non potrà mai essere questione di soldi“.
Può cambiare squadre ma quello che rimarrà sempre è la bontà della persona. L’allenatore dell’Hajduk Spalato ha deciso di tagliarsi la barba dopo 22 anni. Il motivo? Gattuso ha deciso insieme ai suoi giocatori di sposare la causa di Beard Auction, con lo scopo di raccogliere fondi in favore della ricerca contro il cancro: “Sono felice di farlo per beneficienza. Dobbiamo raccogliere almeno 10mila euro”.
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