Il Milan termina la sua tournée internazionale tornando in Italia, a soli 7 giorni dall’inizio della Serie A e dal match contro il Torino. L’ultimo test amichevole disputato dai rossoneri, contro il Manchester United in Polonia, ha visto la squadra di Amorim crescere e migliorare rispetto alle ultime uscite, anche in virtù del risultato positivo di 4-2. Gioco fluido, calciatori dinamici e giocate di qualità: così il Milan ha battuto lo United in vista dell’avvio del campionato.
Grande protagonista non solo del match, ma dell’estate rossonera è il neo acquisto Mario Gila. Arrivato dalla Lazio per circa 25 milioni, lo spagnolo si è subito infortunato nella prima amichevole contro il Celtic, tornando in campo solo nel match di Breslavia. Subentrato al 60′ minuto, Gila ha disputato 30 minuti di ottimo livello abbinando ad una attenta fase difensiva anche delle pericolose galoppate offensive.
Proprio l’ex Lazio è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport, in un’intervista nella quale ha parlato a tutto tondo del Milan, ma non solo. Di seguito ecco riportati alcuni estratti più importanti dell’intervista:
“Vittoria sullo United? Sono sincero, ci voleva. Sono molto contento per il successo e per la prova della squadra. Sentivo che questa era la sfida ideale per ritrovare un po’ di positività in vista dell’inizio della Serie A. Sono molto contento che la squadra abbia disputato un incontro così, contro un avversario importante come il Manchester United. Ho provato sensazioni positive e, anche se c’è da continuare a lavorare, abbiamo dimostrato di essere pronti per l’inizio del campionato.

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Il mio inserimento nel gruppo? Sono stato accolto alla grande da tutti. Mi vede spesso sorridere e scherzare con i compagni perché mi sono sentito a mio agio fin dal primo allenamento a Milanello. C’è un’atmosfera positiva e non potevo chiedere di meglio.
Con l’allenatore mi sono trovato subito a mio agio. È un tecnico a cui piace parlare con tutti, che cerca di curare i rapporti anche fuori dal campo. Penso che questo sia un fattore molto importante all’interno di una squadra.
Giocare con la linea più alta è sicuramente più rischioso. La scorsa stagione ho visto parecchie volte il Milan e aveva uno stile di gioco diverso, molto rispettato anche alla luce dei risultati ottenuti almeno fino a primavera. Però era un gioco molto diverso da quello attuale e magari la squadra aspettava di più e difendeva maggiormente con il blocco basso. Quest’anno l’interpretazione tattica è totalmente diversa e i tre dietro stanno molto più alti, alzando il baricentro. È vero che è tutto più difficile e che si corrono più rischi lanciandosi più metri alle spalle, però così la squadra ha la possibilità di recuperare palloni in una zona più pericolosa del campo. Penso che il nostro calcio sarà molto più propositivo e più offensivo.
Modric? Ritrovarmi con Luka qua al Milan per me è un regalo del destino. Mi piace parlare con lui, conoscerlo e ascoltare i suoi suggerimenti e tutto quello che può trasmettermi. Sono sicuro che mi farà migliorare tantissimo come giocatore e, soprattutto, come mentalità”.
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