Santiago Gimenez
ha parlato ai microfoni di Amazon Prime a poche ore dalla sfida contro la sua ex squadra. Le sue parole:
Sulla promessa d’amore al Milan: “Esatto, il Milan era quell’amore che avevo fin da bambino. Avevo il sogno di giocare qui. Sono cresciuto guardando un Milan che vinceva tutto, quello di Pirlo, Gattuso, Maldini, Nesta…Io eRo piccolo e quella squadra mi aveva incantato, non volevo mai togliermi quella maglietta. Ho tantissime foto da bambino con quella maglia addosso, oggi si realizza questo sogno”.
Sulla relazione con il padre: “È come un fratello, come un amico. Ovviamente la persona che ascolto sempre e da cui mi lascio guidare, ma ci comportiamo come grandi amici. Mi ha aiutato molto dandomi consigli, guardando le mia partite e dicendomi quello che facevo bene o male…Soprattutto quello che facevo male. Dall’altra parte, poi, c’era mia madre che mi ha sempre accompagnato e sostenuto in questo percorso”.
L’origine del soprannome Bebote: “Fin da quando ero piccolo, i miei genitori mi chiamavano bebote perché da bambino ero un “piccolo gigante”. Anche a pochi anni, ero grande fisicamente. Poi, questo soprannome è diventato virale in tutto il mondo”.
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Sulle parole di Ibra “che Gimenez è forte come lui”… “È una grande responsabilità, però mi fa piacere ho molta fiducia nelle sue parole perché tutto quello che dice si realizza”. Gimenez sulla scelta del numero 7: “Ho scelto il numero 7 di Shevchenko, una leggenda di questo club. So che pesa molto, ma mi piacciono queste sfide, mi piace mettermi in gioco e io posso solo dare il massimo”.
Su come vivrà Feyenoord-Milan: “In maniera molto intensa e emozionata. Sono un giocatore che mette i sentimenti davanti a tutti e oggi non farà eccezione”.
Nel caso in cui dovesse segnare: “No no, non esulterò perché è una squadra che rispetto molto e mi ha dato tantissimo”.

