INTERVISTE PRIMA PAGINA

Gimenez sui problemi del Milan: “Lo scorso anno sono arrivati secondi e comunque la gente…”

gimenez

Santi Gimenez

è il protagonista dell’ultima copertina di GQ Mexico, noto magazine ai microfoni del quale il messicano ha rilasciato un’interessante intervista. Tanti i temi trattati dall’attaccante rossonero: dalle pressioni che coinvolgono il ruolo del centravanti alla gestione delle critiche. L’ex Feyenoord ha anche parlato delle difficoltà del Milan in questo momento, lanciando una sfida per il prossimo anno. Questi alcuni passaggi.

Sul suo ruolo

“Io ho due modi di vedere le cose. Oggi nel calcio moderno la gente guarda solo le statistiche, se hai fatto gol o assist. L’unica cosa che conta per molti è il voto in pagella. E se hai pochi gol o assist, anche se hai fatto una grande partita, non conta. Non tutti sono così, ma molta gente sì. Dall’altro lato, penso che la pressione sugli attaccanti sia giusta, perché alla fine sono quelli che guadagnano di più, che generano di più, che hanno più responsabilità con i tifosi. Sono i più amati. E quando dai tanto, è giusto che ci si aspetti tanto. Quindi sono d’accordo: l’attaccante è il più giudicato”.

LEGGI ANCHE – Il Milan prova il colpaccio: occhi in casa Bayern per la difesa

Marianella su Santiago Gimenez Milan-Bologna
acmilan.com photocredit
Sulle critiche

Vedo le critiche perché mi arrivano, sono umano e vedo i social, ma non mi toccano. Non mi rendono triste, né felice, né mi fanno ridere. Semplicemente continuo per la mia strada. Se hai chiaro il tuo obiettivo e la tua missione a lungo termine, quello che succede attorno a te non conta. Se sai che il cammino è già tracciato per diventare ciò che vuoi –ovviamente con lavoro, impegno e sacrifici–, allora il resto non ha importanza. Credo che lo stesso valga per uno come Vinícius, ad esempio. Lui riceve tante critiche, ma è focalizzato sul suo obiettivo. Oggi le persone non giudicano i comportamenti, ma in base alla squadra per cui tifano. Tutto l’odio verso Vinícius arriva dai tifosi del Barça, e tutto l’odio verso Lamine Yamal dai tifosi del Real Madrid”.

Sull’incontro con Ibrahimovic

“Ovviamente io non mi pongo limiti e non ho limiti. L’ho sempre detto e lo sostengo: credo che non ci sia un tetto per nessuno. Se vuoi continuare a crescere, continuerai a crescere fino alla morte. E anche quando muori, vai nella vita eterna e continui a crescere. Semplicemente non bisogna guardare indietro. E se guardi indietro è solo per prendere la rincorsa, perché in questa vita non ci sono limiti. L’incontro con Ibra? Sì, è entrato con la maglia del Milan e me l’ha data. C’era scritto ‘Giménez’, con il numero 7. È stata un’esperienza bellissima“.

Sul Milan e i problemi di questa stagione

Il Milan è un club che ha vinto sette Champions e non so quante altre coppe, tantissime. È uno dei club più importanti della storia e i tifosi sono abituati a vincere. Non si accontentano del secondo posto. Lo scorso campionato sono arrivati secondi e (Christian ndr) Pulisic mi diceva che comunque la gente li crocifiggeva. Immagina ora.. è una situazione molto complicata per il Milan. Ma quella è la misura con cui i tifosi del Milan ti giudicano. Essere campione o essere campione, e questa responsabilità ti fa diventare un vincente. Ti contagia, la gente ti contagia. La prossima stagione è semplicemente questo: pensare a vincere lo scudetto”.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube e X!