Da qualche mese si parla della possibilità di introdurre un piano di ristrutturazione del debito per i club professionistici in difficoltà economiche che si apprestano a cambiare proprietà (esempio caso Sampdoria).
Stando a quanto riportato dal sito calcioefinanza.it, molte società in crisi possono tirare un sospiro di sollievo poiché: “il Governo ha deciso di non toccare le norme sulla transazione fiscale previste dal Codice della crisi d’impresa (Ccii). Le stesse che hanno permesso alla Reggina di trovare un accordo, approvato anche dal Tribunale di Reggio Calabria, per uno stralcio delle pendenze tributarie del 5%”.
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Come riporta il noto sito, infatti, l’articolo 25 della contestata bozza approvata la scorsa 16 giugno stabiliva un inasprimento della transazione contributiva ed erariale fissando soglie minime di sbarramento del 30% e 40% del pagamento minimo a seconda dei casi, ma tale modifica del Codice della crisi d’impresa non è stata confermata dal Consiglio dei ministri.
Tutto questo, però, si è dimostrato un falso allarme per tutte le società sportive professionistiche appesantite dai debiti e che possono fare affidamento sull’utilizzo delle regole generali del Ccii (che si scontravano con la nuova bozza del 16 giugno). Tali regole, infatti, concedono la possibilità di ottenere una ristrutturazione con esdebitazione nelle ipotesi in cui i creditori, compresi il fisco e gli enti previdenziali, non possano essere soddisfatti in misura superiore alla proposta in caso di liquidazione giudiziale.

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