All’alba del derby della Madonnina il Milan perde un altro pezzo ed Amorim dovrà cercare di mettere in campo il miglior Milan possibile.
Scontato da dire dato che ogni allenatore mette in campo il miglior undici possibile, ma certe volte ciò non è possibile. Ad influire è la tabelle medica in casa rossonera, che tiene scritto ben quattro infortunati, 6 prima della partita contro il Bologna.
I rientri di Gila, Moreira e Rabiot sono una ventata d’aria pulita per Amorim, ma anche la perdita di Tomori complica e non poco la situazione nella retroguardia. Con fuori dai giochi sia Tomori, sia Gabbia il Milan dovrà giocare con gli stessi difensori per la quarta partita consecutiva, senza averli fatti mai rifiatare.
Il problema sorge non tanto sulle partite giocate, ma sul quanto siano ravvicinate tra di loro. Da aggiungere vi sono anche gli spostamenti, dato che la distanza percorsa dal Milan dall’undici ottobre alla partita contro il Bologna è stata di 1880 km di distanza.
Sfiorando quasi i 2000 kilometri percorsi tra voli e viaggi in treno. Aggravando la condizione fisica di giocatori che hanno dovuto fare gli straordinari per una situazione infortuni che ha complicato e non poco i piani di Amorim.
Contro il Bologna infatti si è vista una squadra scarica e senza le energie per poter ribattere le reti segnate nel secondo tempo dal Bologna. Senza replicare il discreto primo tempo dove il Milan ha segnato due gol in neanche 15 minuti (14esimo e 27esimo).
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Il Milan dunque affronterà i cugini milanesi con tre rientri ed una uscita, ma una sensazione che va ben oltre i semplici infortuni ed indisponibili. A parlare di questa tematica è Alessandra Gozzini a La Gazzetta dello Sport:
“La prova del nove è fallita: Amorim cede alla nona in campionato, prima sconfitta in A, e chiude qui la sua serie di imbattibilità da esordiente straniero”.
“I precedenti risalivano agli anni sessanta. Più che sul passato il focus è sul presente, mentre il futuro diventa quasi preoccupante”.
“All’orizzonte c’è il derby con mezza squadra alle prese con problemi fisici. Poi la serie parallela con l’Europa (con una classifica da rilanciare) e il doppio impegno da portare avanti fino alla prossima sosta di novembre”.
“Il Milan di ieri, privo di intensità, riuscirà a ritrovare le energie che servono? Ieri hanno brillato nel primo tempo i ragazzini Cisse e Hutchinson, ma la luce si è spenta presto e nella ripresa è calato il buio pesto”.
“Nessuno è in grado di accendere la scintilla, neppure Modric. Il possibile derby con vista scudetto è già un miraggio. Oggi i nerazzurri sono a più sette”.
“La notte delle streghe può servire a rallentarne la corsa, ma niente aggancio o sorpasso. Speranza che sul vantaggio di ieri (con l’Inter ancora sul pari) il pubblico rossonero aveva anche potuto coltivare”.
“Peccato che il Milan si sia poi sciolto – e mai era successo, mai così tanto e in fretta – gli infortuni hanno inciso, lasciando la squadra decimata, ma certo non dicono tutto”.
“Altro lo spiega Amorim nel dopo gara: ‘Già dal primo minuto avevo visto una squadra stanca, con poche energie. Nelle tante partite abbiamo pagato qui il calo di condizione, con tanti uomini fuori'”.
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