Una stagione travagliata con luci e tante ombre che porteranno il Milan e Pioli a lasciarsi bene, ma a lasciarsi. Il secondo posto in campionato va stretto ad una società come il Diavolo e l’intento è quello di aprire un ciclo con un nuovo tecnico che porti una ventata d’aria fresca. Tuttavia, a Pioli vanno riconosciuti tanti meriti per questi quattro anni e mezzo che hanno riportato il Milan in Champions e a vincere il diciannovesimo titolo della propria storia. Pioli lascia meglio di come ha trovato come dice il giornalista della Gazzetta Sportiva Luigi Garlando.
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Queste le parole di Luigi Garlando:
“E, tra una settimana, contro la Salernitana, la festa delMilan. Sì, perché Stefano Pioli merita di essere salutato con gratitudine. Ha conquistato uno scudetto impronosticabile dopo 11 anni, ha riportato il Diavolo nel suo giardino, in Champions, dopo 7, accompagnandolo fino a una semifinale. Ha regalato calcio di ottima qualità, moderno, coraggioso, in linea con la tradizione di casa. Si è sempre fatto amare dai giocatori che ha conquistato con la competenza e l’onestà delle scelte. La squadra lo ha sempre seguito e difeso. Qualcuno, anche di recente, si è trascinato oltre il dolore pur di aiutarlo. Lui ha ricambiato facendoli crescere, specie i giovani.

Ma, soprattutto, Pioli merita la passerella d’onore per lo stile con cui ha rappresentato il Milan. Dopo l’indegna sclerata diAllegri, certi aspetti si apprezzano di più. Pioli ha lavorato in silenzio, con professionalità, quando lo davano per trombato (Rangnick). Quando hanno epurato Maldini, ha riempito il vuoto di una società spesso assente e lacunosa di competenze, senza mai scaricare responsabilità o invocare alibi o errori di mercato (fatti). Per mesi sulla feroce graticola social e mediatica, poco protetto dal club, ha conservato la sua compostezza. Un buon esempio per i giovani. Per questo, al di là dei derby persi, della sconfitta di Torino e degli errori commessi, Stefano Pioli meriterebbe un saluto affettuoso da San Siro. E forse, per l’ultima volta, quel coro infuocato che sa ancora di scudetto”.
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