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Il giornalista sulla campagna abbonamenti del Milan: “Rispettare tutte le scelte, ma lo stadio resta la casa dei tifosi”

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Il giornalista è intervenuto sulla discussione legata alla campagna abbonamenti del Milan per la stagione 2026/27, soffermandosi sul dibattito tra chi ha scelto di rinnovare la tessera e chi invece ha deciso di non farlo come forma di protesta nei confronti della società.

“L’abbonamento è un modo per stare vicino al Milan”

Il giornalista ha ricordato la propria esperienza da tifoso prima ancora che da professionista dell’informazione, sottolineando come il sostegno alla squadra sia andato oltre le diverse proprietà che si sono succedute nel corso della storia rossonera.

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“Rispetto le decisioni di tutti, senza giudicare chi non la pensa come me. Prima di diventare giornalista ero abbonato con diversi presidenti, anche in periodi difficili per il Milan. Si tratta di stare vicini alla squadra, perché alla fine l’unica cosa che conta sono le partite”.

Luca Serafini ha poi citato anche gli anni più complicati del club, ricordando la presenza dei tifosi anche durante la stagione in Serie B.

La posizione della Curva Sud condivisa dal giornalista

Nel suo intervento, Serafini ha parlato anche della scelta della Curva Sud Milano di rinnovare in blocco gli abbonamenti.

Secondo il giornalista, la posizione della tifoseria organizzata ha una logica precisa: non abbonarsi, secondo questa visione, non rappresenterebbe necessariamente un danno concreto per la società, che potrebbe comunque compensare attraverso la vendita dei biglietti singoli.

“La Curva Sud e i Club sono andati oltre, spiegando che non abbonarsi non sarebbe né una protesta né un dispetto al club, perché quei posti potrebbero essere venduti ai turisti o ai visitatori”.

Serafini ha quindi espresso il proprio appoggio sia alla scelta di chi sottoscriverà la tessera sia a quella di chi deciderà diversamente.

Il giornalista torna anche sul caso arbitrale

Nella seconda parte del suo intervento, Serafini ha affrontato anche il tema dell’inchiesta sul mondo arbitrale, tornata al centro dell’attenzione dopo settimane di silenzio.

Secondo quanto riportato dal giornalista, nell’indagine della Procura sarebbe finita anche una gara tra Torino e Inter del 26 aprile, oltre ad altri episodi già analizzati relativi a partite contro Verona e Bologna e alla sfida di Coppa Italia contro il Milan.

Al centro della ricostruzione ci sarebbe il ruolo del designatore arbitrale Gianluca Rocchi e la designazione di Maurizio Mariani, con ipotesi investigative che chiamerebbero in causa presunti rapporti tra esponenti arbitrali e società.

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