Gianni Visnadi, intervenuto durante la messa in onda di ‘Campo Aperto’ su Sky Sport 24, ha commentato così la situazione tutt’ora presente in casa Milan. Da Theo a Ibra, Visnadi ha commentato così il difficile momento che i rossoneri stanno attraversando, senza del resto risparmiarsi nelle critiche.
L’intervento
Visnadi ha cominciato così:“Theo Hernandez, in tre partite che ha giocato il Milan, è stato escluso due volte dai titolari. Già alla prima giornata non giocò. “Non è in condizione”, va bene, accettiamo che non sia in condizione, ha giocato male a Parma e quindi è responsabile del gol, più lui di Calabria, che invece è quello che viene sempre un po’ così, colpevole di tutto”.
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Gianni Visnadi, il giornalista che a ‘Campo Aperto’ è intervenuto su Theo, Ibra e il Milan
L’intervento prosegue come segue: “Se per caso il Milan avesse vinto la partita di Roma, se non ci fosse stato il secondo tempo, aveva vinto senza Leao e Theo. Loro sono i giocatori di campo più forti del Milan. Il terzo fuoriclasse della formazione rossonera è il portiere, però i giocatori di campo più bravi sono questi due. Se vinceva cosa faceva? Non giocavano più? Andavano al derby senza di loro perché comunque avevano risolto la crisi vincendo senza Leao? Leao che fra l’altro a Parma, in una partita mediocre, ha dato tre palle gol ai compagni. Leao quando fa male, quando non gioca, quando ride troppo, quando non si impegna, quanto tutti lo criticano, è di una spanna superiore rispetto a tutti gli altri. Però quelli sono punti di vista“.
Su Ibrahimovic… : “Andava supportato l’allenatore. Ibra? Hanno messo in ruolo apicale un totem che ha l’esperienza di uno stagista. Cioè, da dirigente Ibrahimovic ha tutto da imparare. È uno stagista da dirigente, e gli hanno dato un compito troppo impegnativo. Il resto della società, calcisticamente parlando non estite. Parliamo di manager finanziari, di imprenditori, gente che di calcio, di spogliatoio, di erba, non sa nulla. Qua non si tratta di recriminare “Ah quando c’era Maldini”, però quando c’era Maldini c’era anche un direttore sportivo. Non c’è un direttore sportivo. È stato promosso in questo ruolo uno che guardava le videocassette”.
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