Una serata dal sapore romantico. Prima Kakà commosso che fa la sua celebre esultanza sotto la Sud con le braccia al cielo, poi il Milan che vince e convince per l’ennesima volta contro l’Inter. E il player of the match non poteva che essere Diego Moreira, con la maglia numero 22 – ogni riferimento è puramente casuale -. In ogni gol realizzato c’è la firma del belga. Velocità, dribbling e concretezza: in queste tre parole si riassumono le qualità dell’esterno classe 2004. Un investimento di 50 milioni di euro che, allo stato attuale, è più che azzeccato.
Andiamo con ordine. Amorim sceglie di partire, come ha già fatto in altri partite, con quattro difensori centrali. La sorpresa è stata Sankhoun Diawara, che ha giocato in una posizione più avanzata rispetto a quel che è il suo ruolo originale. Partire titolare per la seconda volta e farlo così bene in un derby non è da tutti. Il francese ha dimostrato personalità e sicurezza. Promosso. Poi c’è Pavlović, che è stato letteralmente onnipresente. Prestazioni di questo livello da parte del serbo non sono più una novità. Nell’intervento meraviglioso effettuato su Barella dentro l’area di rigore rossonera si riassume la crescita che Strahinja ha avuto in questi anni. Ultimi, ma non per importanza, Gila e De Winter, ormai perni del reparto difensivo. Pochi rischi e buona gestione.
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Ma il Milan ha vinto la partita soprattutto a centrocampo. Tra i migliori l’instancabile Luka Modrić, che a 41 anni ha coperto ogni zolla del campo e gestito ogni pallone con una raffinatezza unica. Ripeto, 41 anni. Per non parlare della straordinaria crescita di Yunus Musah. L’americano è decisamente un altro giocatore sotto questa gestione, nonché uno degli imprescindibili della rosa grazie alle sue qualità di corsa e rottura delle linee. E poi c’è Rabiot, la condicio sine qua non della macchina perfetta. Sempre più importante all’interno della rosa, sia in campo che fuori. Gol a parte, Adrien ha garantito sicurezza ogni qualvolta in possesso.
Non si può non menzionare anche Christian Pulisic, fresco di rinnovo, a segno ancora un’altra volta nella stracittadina. Si può dire tutto di questo ragazzo, ma non che non sia determinante nei big match. Quando lui è in campo, il Milan ha un’altra marcia. Il gol di testa non è una sua specialità, ma per come l’ha realizzato, si comprende la voglia e la dedizione che l’americano mette ogni volta che gioca. Infine c’è Gonçalo Ramos, l’elemento dell’ingranaggio rossonero che ha fatto più fatica. Guardando però l’heatmap, si nota che il portoghese ha trascorso la maggior parte dei minuti a centrocampo, contribuendo alla pressione e recuperando qualche pallone. Prezioso anche lui e meritevole di complimenti per la splendida vittoria.
Questo successo non deve illudere, ma deve aumentare la consapevolezza dei mezzi che ha questo Milan. Per essere ancor più ambiziosi, occorrono degli interventi sul mercato. Amorim sta dando un’identità ai questa squadra. Il tecnico portoghese ha portato freschezze e idee di gioco innovative. Bisogna credere fortemente in questo percorso ed essere consci che siamo pur sempre all’inizio di un nuovo ciclo.
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