PRIMA PAGINA

Il retroscena dietro alla scelta del Milan di escludere quattro big dal progetto

La scelta del Milan di mettere completamente ai margini del progetto quattro pedine importanti come Tomori, Fofana, Nkunku e Gimenez ha diviso il tifo rossonero, tra chi pensa che sia stata una mossa molto indelicata nei confronti di professionisti che hanno sempre dato il massimo contributo (in particolare Tomori, protagonista nell’anno dello scudetto), e chi invece ha apprezzato la volontà della proprietà di agire in modo molto diretto. La Gazzetta dello Sport ha analizzato queste mosse del Milan, trovandone un significato piuttosto preciso.

Secondo il quotidiano questa mossa del club rispecchierebbe alla perfezione il nuovo corso di Gerry Cardinale, che dopo alcuni anni passati perlopiù a gestire lontano dall’Italia e senza mettere mano in modo diretto sul Milan, da quest’estate ha voluto prendere realmente il comando del club, scegliendo di persona l’allenatore e la dirigenza di quest’anno e dando un segnale importante alla rosa, seguendo il modello americano.

Questo stile di comunicazione molto schietto è tipico dello sport americano, dove anche le superstar storiche di un club vengono considerate subito sacrificabili in seguito ad una o due stagioni negative. Sicuramente nel calcio europeo questo stile non è molto convenzionale, ed espone la squadra a vantaggi e rischi. I calciatori infatti sanno con chiarezza la volontà della squadra, senza correre il rischio di vivere situazioni in cui si rimane in una squadra ma ai margini del progetto. In questo modo infatti anche gli agenti possono cercare la miglior destinazione per i propri assistiti. Tuttavia queste comunicazioni ufficiali fanno si che il club perda potere all’interno della trattativa per la cessione del calciatore stesso.