Dopo una stagione deludente come quella appena passata, era inevitabile che il Milan adottasse importanti cambiamenti per provare a rilanciarsi con decisione. Il Corriere dello Sport ha provato ad analizzare l’ingrediente segreto dei rossoneri per provare a capire da dove arrivino i progressi visti in queste prime quattro partite stagionali. La parola che riassume tutto può tranquillamente essere una: esperienza. Più esperienza dentro e anche fuori dal campo. Allegri e Tare infatti costituiscono due chiari casi di “usato sicuro”: Tare veniva da 18 anni al fianco di Claudio Lotito, mentre Allegri in Italia ha vinto tutto quello che si poteva vincere.
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Ma la rivoluzione ovviamente non finisce qui e non si limita solamente all’assetto dirigenziale. I rossoneri infatti hanno inserito anche in rosa maggior esperienza, lo certificano i numeri. Lo scorso anno il Diavolo era la quinta rosa più giovane della Serie A con 25,1 anni di età media. In queste prime tre giornate l’età è salita a 26,4. Se si guardassero solamente le formazioni titolari, il Milan avrebbe addirittura la sesta squadra più vecchia del campionato, solamente alle spalle di Napoli, Inter, Cremonese, Bologna e Lazio. Mentre nel complesso, guardando tutta la rosa, l’Inter resta la squadra più anziana della Serie A con 28,5 anni di età media.

Con 40 operazioni estive tra entrate e uscite, era inevitabile che la società lasciasse un segno pesante sulla squadra. Giocatori come Modric o Rabiot costituiscono dei chiari esempi di profili graditi ad Allegri, di esperienza ma ancora affidabili sotto tutti i punti di vista. Questa filosofia adottata dal Milan può ricordare le mosse del club del gennaio 2020, quando l’arrivo di Ibrahimovic e Kjaer aiutò notevolmente la squadra sul piano tecnico e mentale. Ovviamente è ancora presto per dire che la svolta definitiva sia arrivata, ma i segnali sono incoraggianti.
