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Duro attacco all’Inter: “Non si poteva iscrivere al campionato”. Guai in vista per i nerazzurri?

inter

La stagione dell’Inter procede a gonfie vele, sono infatti sempre più vicini alla vittoria della seconda stella che, ad oggi, pare ormai inevitabile e scontata. Malgrado la gioia generale dei tifosi nerazzurri arrivano importanti notizie che potrebbero rovinare il clima di festa.

Fondazione Jdentità bianconera“, ente istituzionale no profit che ha come obiettivo principale quello di difendere il mondo Juve sotto tutte le sfumature, ha istituito un documento, molto dettagliato e consistente, smuovendo pesanti accuse che potrebbero mettere nei guai la società milanese. La fondazione nasce dall’idea di 12 persone e, attualmente, conta circa una ventina di avvocati nel proprio nucleo.

L’esposto (inviato alle Procure della repubblica competenti, alla Procura federale presso la Figc e alla Covisoc ovvero la Commissione di vigilanza sulle società professionistiche di calcio) evidenzia possibili incongruenze tra la situazione del club e le norme Uefa. Nel dettaglio l’accusa si basa sul “garanteper l’iscrizione al campionato. Quando un club si iscrive al campionato, necessita di un “garante” che possa di fatto garantire la “continuità aziendale“. Quest’ultima deve assicurare all’azienda di durare nel tempo e di onorare gli impegni finanziari nel futuro.

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Nel bilancio dell’Inter, questa continuità aziendale, è garantita da una “lettera di patronage” (ovvero una dichiarazione rilasciata a una banca da un soggetto che deve essere firmata da un individuo affidabile e credibile) da parte di Grand Tower S.à.r.l., una società con sede in Lussemburgo. L’esposto in questione si concentra proprio su questa società: la Grand Tower, secondo le prove raccolte, non ha mai presentato bilanci e come si legge nel comunicato: ” Questo suscita forti perplessità sulle effettive capacità dell’azienda di fornire le adeguate coperture finanziarie all’Inter“.

 Un prestito da 380 milioni da restituire entro il 20 maggio, risultati negativi negli ultimi sei esercizi e gli oneri finanziari che pesano sul fatturato per il 10%: “Si ritiene che non siano rispettate le condizioni indicate come necessarie per l’iscrizione ai campionati, sia passati che futuri, previsti alle NOIF (le norme della Figc) per mancanza cronica degli elementari equilibri economici e quindi per assenza, si può dire cronica, della continuità aziendale. La società FC Internazionale S.p.A. non produce utili da almeno venti anni di gestione. Le norme federali attribuiscono alla continuità aziendale un’importanza assoluta: se manca non ci si può iscrivere al campionato. Per situazioni analoghe o addirittura meno gravi, Reggina e Siena non hanno potuto iscriversi al Campionato di serie B e serie C, rispettivamente. Questo nonostante la Reggina avesse provveduto a rendere disponibili le somme necessarie a coprire il debito“.

Quali sono le conclusioni della vicenda? Attualmente non c’è nulla di deciso, la sentenza spetta alle istituzioni elencate precedentemente. Esse dovranno valutare se, in base alle prove portate, aprire un’indagine o archiviare il caso. Se tutte queste teorie venissero confermate, ci sarebbero pesanti conseguenze per la squadra di Zhang, tra cui la retrocessione.

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