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Thiaw si racconta: “Protesta dei tifosi? Dobbiamo saper ascoltare”. Poi sul rapporto con Maldini

malick thiaw

Lunga intervista per Malick Thiaw, difensore del Milan, che ha rilasciato un’intervista in esclusiva al ‘Corriere dello Sport‘ oggi in edicola. L’ex Schalke 04 ha parlato del suo rendimento in rossonero, dell’adattamento al calcio italiano, delle proteste dei tifosi e del rapporto con Paolo Maldini.

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Queste le dichiarazioni di Thiaw:

Sull’interesse di Real Madrid e Bayern Monaco nei suoi confronti: «Il focus e la mia concentrazione adesso sono rivolti solo al Milan. Le voci di mercato fanno sempre parte del calcio. Ma io penso a fare meglio qui, a cosa mi aspetta l’anno prossimo e a cambiare in positivo».

Su Thiaw già leader di questo Milan: «Penso di no perché quella non è una cosa che arriva velocemente, devo sapermela guadagnare sul campo. Posso provare a diventarlo ma in questi casi serve tempo. Di sicuro per me è stata una bella sfida, passare dalla Bundesliga al campionato italiano due anni fa: questo è un contesto difficile e molto tattico, dove gli attaccanti sono forti fisicamente e serve grande concentrazione. Il periodo al Milan mi ha fatto imparare molto».

Sul suo impatto nel calcio italiano e come ha cambiato tatticamente il suo modo di giocare: «Non credo che occorra un assetto specifico, per difendere bene. Lavoriamo tutti di reparto e di squadra. Non conta molto il modulo, anche perché riesco a sentirmi a mio agio con entrambi i sistemi. Abbiamo fatto con il Milan sia la difesa a quattro che quella a tre, già utilizzata nello Schalke 04».

Sui rimpianti per questa stagione del Milan: «Diciamo che è stato un continuo insegnamento, quando qualcosa non va bene bisogna imparare. Anche perché a livello personale ho avuto degli infortuni. Ma l’importante è non abbattersi, cercando di fare meglio. Andando avanti, la cosa più importante è mettersi sempre a disposizione. Poi posso fare meglio, ripeto, e puntare a una crescita sia fisica che mentale. Se non possiedi queste componenti, diventa impossibile fare dei passi in più».

Sui tifosi del Milan che non hanno gradito il finale di stagione: «Lo capiamo, anche perché si tratta del Milan che è una grande squadra. I nostri tifosi hanno tutto il diritto di essere arrabbiati, perché dimostrano amore. E noi come giocatori sappiamo di dover fare sicuramente meglio. Che la gente non sia soddisfatta delle nostre prestazioni è qualcosa da accettare. Dobbiamo anche saper ascoltare, pensando di poter ottenere risultati diversi nella prossima stagione».

Sull’anno passato con Paolo Maldini dirigente: «Però abbastanza per trasmettermi consigli speciali, visto che si tratta di un grandissimo calciatore: quelli li tengo per me. Credo che lui sia stato uno dei migliori, se non il più bravo in assoluto, tra i difensori di tutti i tempi. Sono giovane e ho visto giocare poco Maldini, però ho guardato molti video. Ed è stato davvero un piacere potermi confrontare con lui per un anno qui al Milan. Un’opportunità che vale molto, per la mia carriera».

In conclusione:

Sul suo arrivo dallo Schalke 04 proprio grazie a Maldini: «È vero, ricevetti una telefonata dal mio manager che mi disse di fare una call con Maldini perché voleva parlarmi. Rimasi molto sorpreso in quel momento, nel sapere che c’era l’interesse del Milan. Poi tutto è andato avanti bene e ho fatto la scelta giusta».

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