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Inzaghi: “Potevamo fare più gol. Mio fratello Pippo? Il nostro amore non cambierà mai!”

inzaghi

Dopo la beffa del 2022 Simone Inzaghi e l’Inter si prendono la rivincita sul Milan. Se due anni fa Milano si era colorata di rossonero, da oggi le strade si tingeranno di nerazzurro. Per il Diavolo la beffa arriva nel modo più amaro e duro possibile, vedendo trionfare nel derby gli acerrimi rivali cittadini. Il 2-1 finale premia gli uomini allenati dall’ex tecnico della Lazio, infliggendo a Pioli la sesta sconfitta consecutiva nelle stracittadine, un record negativo.

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Per l’Inter si tratta dello Scudetto della seconda stella, conquistata prima del Milan. Una vittoria meritata che rimarrà nella storia, anche per come arrivata. Al termine della gara, a proposito del trionfo, ha parlato Inzaghi.

La corsa nel finale? Va tutto bene? 
“Va tutto bene. È stata una partita intensa, peccato per i 5′ finali di nervosismo. Al primo tempo potevamo fare un gol in più, ma siamo molto contenti”.

Parla Parolo: “Sei arrivato a portare questa squadra a dominare, la squadra sa leggere tutte le partite. Hai raggiunto una grande completezza”. 
“I primi anni li ho condivisi con Marco (Parolo, ndr) e sa quale è stato il mio percorso. Se penso al primo anno e alle mie partite in Champions con Real e Liverpool che son state le finaliste ero fiducioso che sarebbero arrivati i trofei. Noi abbiamo una grandissima condivisione. Conosci Acerbi, ho inistito tanto per averlo. Stamattina i ragazzi si sono allenati sotto il diluvio, ci siamo esercitati sui piazzati e il suo gol è arrivato così”. 

Se deve giocare con due punte e deve scegliere tra Thuram, Lautaro e Pippo, chi resta fuori?
“Potrei giocare anche 3-4-2-1 così giocano tutti e tre, magari Mkhitaryan riposa una partita (ride, ndr). Mio fratello per me è sempre stato un esempio, era il fratello vecchio che mi veniva a controllare quando uscivo la sera. Ora ci siamo allontanati ma siamo sempre presenti, abbiamo un grande attaccamento e l’amore che c’è tra me e lui non cambierà mai”.

Inzaghi, poi, ha anche parlato del fratello, presente in studio.

Sul fratello Pippo

“Mio fratello è sempre stato un esempio, da calciatore e da allenatore. Era quello che veniva a controllarmi quando uscivo con i miei amici. L’amore che c’è tra me e lui non cambierà mai, anche se le nostre vite sono cambiate. Ancelotti lo ha avuto per tanti anni, è normale che Carlo stia facendo tantissimo, ha 1350 panchine ed è ineguagliabile. Riesce sempre a vincere trofei e anche lui è una fonte di ispirazione”.

Anche tu hai una media alta di trofei.
“Assolutamente sì”. 

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