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Kyle Walker e il suo arrivo al Milan: dal rito di iniziazione all’aura di Ibrahimovic

Kyle Walker - photocredit acmilan.com

Kyle Walker, protagonista del podcast The Kyle Walker Podcast, ha raccontato il suo primo impatto con l’ambiente Milan. Tra aneddoti curiosi e riflessioni sul presente e il futuro della squadra, il difensore inglese ha svelato alcuni retroscena sul suo arrivo in rossonero.

Un rito di iniziazione… sulle note di Amy Winehouse

Come da tradizione per i nuovi arrivati, Walker ha dovuto affrontare il suo rito di iniziazione, un momento goliardico per rompere il ghiaccio con il gruppo. E quale miglior modo se non cantare di fronte ai compagni?

“Ho dovuto cantare una canzone di Amy Winehouse. Ero un po’ nervoso. Mike Maignan voleva chiedermelo, ma non voleva davvero farlo. Gli ho detto: ‘Lo faccio, Mike, no problem’.”

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Il difensore racconta di aver accettato la sfida senza problemi, salendo su una sedia e trovandosi di fronte a uno spogliatoio scatenato:

“Tutti ballavano, anche il mister! Con il sigaro? No, non ce l’aveva”, ha aggiunto ridendo.

La responsabilità di essere un leader

Dopo gli aneddoti divertenti, Walker ha parlato del peso della sua esperienza e di come il suo ruolo al Milan vada oltre il semplice contributo in campo.

“Entrare nello spogliatoio del Milan è stato diverso. Sai che le persone guarderanno ciò che fai, cercheranno di emulare la mia routine: se vado in palestra, se faccio le cose giuste nel modo giusto. Devi essere un esempio.”

Reduce dai successi con il Manchester City, il terzino inglese sente il dovere di trasmettere la sua mentalità vincente alla squadra:

“Ho vinto un po’ di cose al City, ora si tratta di trasmettere la mia esperienza.”

Obiettivo: chiudere la stagione al meglio

Walker non si nasconde dietro le difficoltà della stagione, ma crede fermamente nelle qualità della squadra e nella possibilità di chiudere l’anno in crescendo:

Walker
Walker

“La qualità che abbiamo al Milan è paurosa. Sappiamo tutti che non è stata una grande stagione finora, ma possiamo finirla bene. Tra giocatori e allenatore, a prescindere da ciò che accadrà la prossima stagione, dobbiamo dare tutto per concludere nel miglior modo possibile.”

Ibrahimovic, un’icona dentro e fuori dal campo

Infine, Walker ha parlato di Zlatan Ibrahimovic, figura chiave all’interno del club, sottolineando l’impatto che la sua presenza ha su tutto l’ambiente rossonero:

“Ho giocato contro di lui e l’ho già visto in precedenza, ma ha un’aura incredibile, specialmente a Milano. Dove ho firmato, puoi sentirla.”

Pur avendo appeso gli scarpini al chiodo, per Walker lo svedese rimane un punto di riferimento a livello mentale e caratteriale:

“È ancora come un giocatore, ma ha un altro ruolo ora. Ciò che ha fatto per questo club, per questa città e per il calcio: merita tutto ciò che ha ottenuto.”

Infine, un paragone importante con un altro grande campione che Walker conosce bene:

“L’unico con cui posso accostarlo è Rooney, ma è diverso: lo conosco personalmente e lo conosco come Wayne. Zlatan è molto serio, ha una personalità completamente diversa.”

Un’intervista che lascia trasparire non solo il lato più leggero dell’esperienza di Walker al Milan, ma anche la sua consapevolezza dell’importanza del momento e del ruolo che dovrà ricoprire in rossonero.

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