Questo weekend il Milan è chiamato a riconfermare quanto fatto in Supercoppa italiana. I rossoneri se la dovranno infatti vedere contro la Juventus di Thiago Motta, che avevano battuto per 2-1 poche settimane fa a Riyad. Dopo la prestazione non brillante contro il Como Conceicao vuole assolutamente delle risposte dalla squadra, e vista la stagione non c’è gara migliore per darne. Il Diavolo ha infatti dimostrato in questa prima di parte annata di esaltarsi in maniera particolare nelle grandi sfide. È stato intervistato ai taccuini di Tuttosport l’ex attaccante di Milan e Juventus Pietro Paolo Virdis in vista della gara di questo weekend, di seguito alcune sue dichiarazioni:
Ed oggi? Virdis, si sarebbe atteso un Juve-Milan come questo: da seconda fascia in classifica?
“Capita. Stanno percorrendo una strada. Certo, i tifosi si aspettavano qualcosa di più. Situazione particolare per entrambe. Il Milan, dopo la bella vittoria con l’Inter, aveva illuso: il tifo si attendeva risultati. Invece, con il Cagliari, è tornato indietro. E a me fa piacere per il Cagliari. Con il Como ha ripreso la via. Vediamo se questa è la volta buona. Invece la Juve ha inserito giocatori nuovi, sta crescendo poco a poco, ancora non ha trovato la quadra”.
Entrambe hanno problemi di goleador affidabili.
“A Milano hanno pescato Abraham. Dopo la rete del 3-2 all’Inter dovrebbe dare continuità a questo segnale. Ma il club sembra ancora alla ricerca di qualcosa in quel ruolo. Invece a Torino c’è un po’ di rapporto conflittuale tra la tifoseria e Vlahovic, non credo con il club. Eppure a me è sempre piaciuto, ha grande qualità. A Firenze era fantastico, forse perché la squadra giocava più indietro e gli lasciava grandi spazi. Qui fatica, va ad alti e bassi. Magari conta la capacità dei compagni di pescarlo, oppure gli schemi”.
Il suo rapporto con i gol segnati a Juve o Milan?
“Mi è andata meglio stando dalla parte rossonera: ho quasi sempre segnato alla Juve. Anche con il Cagliari. Sembrava ci fosse qualcosa in sospeso, vista la mia frequentazione precedente: magari perché non era andata come volevano loro e come volevo io. Sembrava volessi rifarmi con quei gol. Ed erano reti importanti”.
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Tra Torino e Milan ha trovato dei grandi tecnici
“Conceicao e Thiago sono giovani, non inesperti perché hanno già mostrato il valore. Thiago Motta è stato la grande sorpresa del campionato con il Bologna e Conceicao ha vinto con il Porto. C’è tempo. Vero che Arrigo non è che avesse fatto tanto: veniva dalla C e dalla B. Il Capello che ho avuto io veniva dalla Primavera del Milan, ha fatto tre partite con noi, poi è tornato alla Primavera. Liedholm era un monumento.
E Trap aveva da poco lasciato il Milan. Boniperti lo prese e lo mise lì: aveva una squadra da mille e una notte. Certo, tutto era legato alla squadra che avevi. Auguro a Thiago e al portoghese di diventare come loro. La tifoseria pretende tanto, e magari i giocatori non sono di prima presa. Ma è sempre così: i primi ad andarci di mezzo sono i tecnici. Non si scappa“.
Conceicao ha qualche linea caratteriale di Capello?
“Fuma il sigaro… Capello non mi pare proprio lo fumasse“.
Servono giocatori leader…
“Nel Milan c’è Maignan, anche se qualche errore recente…Non sta rendendo secondo le reali capacità. Aggiungo Theo Hernandez, ma deve essere nel verso giusto. È stato fantastico in passato, ha trascinato il Milan a grandi livelli, ci ha fatto divertire. Sulla fascia sinistra spingono lui e Leao del quale non puoi fare a meno. Sono determinanti. Ma Leao va ad alti e bassi, in passato ha fatto di più e meglio. Ormai lo conoscono, lo hanno studiato, lo raddoppiano, è meno facile partire ed andare”.
Che ne dice di Ibrahimovic dirigente?
“Gli resta da fare solo quello. Spero porti carisma, consapevolezza ai giocatori. È nato per il calcio, non credo avrà difficoltà ed ha personalità. Se poi convincerà il club ad acquistare calciatori sempre più forti, farà bene il suo mestiere”.
Visti fatti e misfatti, crede che il prossimo anno riusciremo a vedere sia Juve sia Milan in Champions?
“Sarà dura fino in fondo. C’è tanta concorrenza. Speriamo si riprendano”.
Se dovesse dirlo con vini di qualità. Un vino per la storia di Milan e Juve ed un altro che si adatti a questi tempi…
“Per la storia troverei un grande vino di tutti i tempi: entrambe come il Barolo. Oggi le definirei vini novelli: vivaci, effervescenti, nella speranza che si riprendano“.
Virdis, come finirà Juve-Milan?
“Io tifo Milan, ma è una sfida aperta. Credo sarà una partita con un po’ di gol, lo spero“.
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