EDITORIALE PRIMA PAGINA

La domanda è di cosa parliamo quando parliamo?

napoli milan

Parliamo: il grande dibattito sul mondo, che viene secondo soltanto alle guerre e alla fame e alle borse, è sul centrocampo del Milan. Ruben Loftus-Cheek ha grandi statistiche e Reijnders è un giocatore che senz’altro piace. Certi giorni sono da incorniciare con loro, mentre altri si vede che non fanno abbastanza filtro o che si sentono troppo poco.

Il Milan prende troppi gol, dietro. La scusa di qualcuno è che i difensori titolari sono stati infortunati, ma ora Gabbia piace a tutti. Perdipiù, Thiaw è tornato in campo senza farsi apprezzare particolarmente. Maignan che negli ultimi anni ha sempre salvato più del salvabile, dati alla mano, non sta facendo lo stesso, ora.

C’è Rafael Leao che dovrebbe portare avanti la baracca quando qualcosa non scatta. In ripresa o meno, il suo ultimo gol in campionato è ancora datato alla quinta giornata di Serie A, ed è passato un po’. Ci sono tante altre domande.

LEGGI QUI – L’AGENTE DEL PORTIERE: “L’INTER NON HA LA FORZA ECONOMICA PER COMPRARLO!”

La domanda è: di cosa cacchio parliamo quando parliamo? C’è questo fattore che, in effetti, di settimana in settimana, corrisponde un’altra ottica alla stagione del Milan. È una domanda diffusissima.

Il Milan ha dei difetti. Il Milan ha delle qualità. E i difetti sono parte delle vittorie, ma emergono meno. E le qualità sono parte delle sconfitte, ma emergono meno. Ma è davvero così stupido fare finta di no, certi giorni.

Quando si vince, credere che Loftus-Cheek copra davvero quanto Tonali. Credere che, quando si perde, Loftus-Cheek sia nullo negli ultimi metri. Allora, di cosa parliamo quando parliamo?

C’è l’incomunicabilità tra persone che parlano e non si capiscono ovvero il difetto del secolo. Non si capisce chi ha qualcosa da dire, chi vuole parlare, che c’è da dire. Questa stagione a volte pare terribile. Senza spunti e stimoli, con un campionato con probabilità molto evidenti. Anche con una Europa League che, sinceramente, per molti attizza il giusto. Deboli motivi che permettono di cambiare idea presto.

Di cosa parliamo quando parliamo di questo o di quello, boh. Ma qualcosa gioca a confonderci, e a volte succede tutto il contrario e a volte no. Forse, gli altri anni ci si capiva di più ed i piani erano più chiari. Questi nuovi acquisti del calciomercato, sì, sono bravi: ma non hanno lo spirito delle vecchie guardie. E le vecchie guardie, beh, molte hanno allentato il vecchio spirito. E nessuno si parla e non si capisce di che si dovrebbe parlare, e si copiano le parole ma anche la punteggiatura.

Fermo un attimo.

Tutti i giorni la domanda è di cosa parliamo? (senza virgole)

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube e X!