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La doppietta di Pato e un derby indimenticabile: perché ci sono delle somiglianze

PATO - MILAN

Il ricordo di Alexandre Pato nel derby contro l’Inter resta uno dei momenti più iconici del Milan. Era il 2 aprile 2011, trentunesima giornata di campionato, e il Diavolo affrontava un’Inter decisa a rimontare in classifica. In campo, il giovane brasiliano fece la differenza: un gol dopo meno di un minuto di gioco e una doppietta all’inizio del secondo tempo su assist di Abate, concludendo poi il 3-0 finale grazie al rigore di Cassano. Una vittoria fondamentale che contribuì in maniera decisiva al diciottesimo scudetto rossonero.

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Quel derby è ancora oggi ricordato da Allegri con grande gioia, perché, come allora, il Milan scende in campo senza prime punte di ruolo, sfruttando un 4-3-1-2 con Abbiati in porta; difesa con Abate, Nesta, Thiago Silva e Zambrotta; centrocampo Gattuso, Seedorf e van Bommel; e un attacco formato da Boateng, Pato e Robinho. Un modulo che dimostrò come la squadra potesse fare la differenza anche senza classiche punte centrali.

Questa somiglianza tra il Milan del 2011 e quello di oggi rende il ricordo di Pato ancora più attuale. L’allenatore rossonero, di nuovo in panchina, ha davanti una sfida simile: motivare la squadra e trovare il giusto equilibrio offensivo senza affidarsi a una prima punta canonica. Anche se stavolta a guidare l’Inter non c’è Leonardo ma Christian Chivu, che quel derby giocò titolare, il contesto della partita resta cruciale: vincere è fondamentale per entrambe le squadre.

Derby

Quella doppietta di Pato non è solo un ricordo, è un simbolo. Dimostra come il talento, la prontezza e la fiducia del gruppo possano fare la differenza in partite decisive. Un derby, tre gol e uno scudetto che resteranno per sempre nella storia del Milan. Oggi, come allora, serve il mix giusto di gioco, coraggio e un pizzico di magia per far brillare il Diavolo.

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