Non si placano le polemiche dopo l’ultimo derby d’Italia tra Inter e Juventus. A riaccendere il dibattito è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenuto ai microfoni di Telelombardia con dichiarazioni destinate a far discutere.
La secondo carica dello Stato, noto tifoso nerazzurro, ha commentato con toni accesi gli episodi arbitrali e l’andamento della gara: “Dopo l’1-1 abbiamo preso due pali e anche in undici contro undici avremmo vinto con tre gol di scarto. Siamo sempre in credito e ci siamo sentiti troppe volte derubati dalla Juventus”. Parole che richiamano una rivalità storica e mai sopita, alimentata negli anni da decisioni arbitrali controverse e scontri diretti spesso decisivi per la corsa al titolo.
Nel mirino di La Russa anche il comportamento dei giocatori bianconeri nel finale di partita. Il presidente del Senato ha poi puntato il dito contro il dirigente bianconero Giorgio Chiellini, accusandolo di aver protestato in maniera eccessiva insieme ai dirigenti nei confronti dell’arbitro. “Mi ha fatto arrabbiare. Lui e l’ad hanno aggredito, insultato il direttore di gara”, ha dichiarato.
Difesa invece per il difensore nerazzurro Alessandro Bastoni, finito al centro di un episodio discusso: “Non c’è stata nessuna simulazione e Bastoni si è comportato meglio di quelli che, colpiti nella pancia, si mettono le mani in faccia”.
Le parole di La Russa hanno inevitabilmente acceso il confronto politico-sportivo, riaprendo la discussione sull’opportunità che alte cariche istituzionali intervengano in modo così diretto su vicende calcistiche. Intanto, sui social e nei talk sportivi, il dibattito resta infuocato: segno che quando si parla di Inter-Juve, il confine tra campo e passione è sempre sottilissimo.
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