Per chi si ritiene amante del cinema, non per forza un vero e proprio cinefilo, ma un semplice ammiratore della magia prodotta dalle immagini sul grande schermo, la frase nel titolo dovrebbe risuonare familiare. La recita, utilizzando termini un po’ diversi, seduto su una panchina, Forrest Gump, un antieroe protagonista di una serie di avvenimenti fuori dal normale. Incontra Elvis Presley, John Lennon, diventa un campione di football americano, combatte la guerra del Vietnam e corre ininterrottamente dall’oceano pacifico all’atlantico, attraversando gli Stati Uniti d’America.
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Insomma, la scatola di cioccolatini era veramente ben assortita. A ben vedere, si potrebbe dire lo stesso del Milan targato 2022-2023. Il Milan come Forrest Gump? Sì. In che senso, però? Dire che gli ultimi sette giorni siano stati emblematici è limitante. Una centrifuga di avvenimenti convulsi, distanti anni luce l’uno dall’altro, portatori di emozioni contrastanti. A partire da sabato scorso, in ordine cronologico, la scatola ha rivelato i seguenti cioccolatini: la vittoria in scioltezza e in totale controllo contro la Lazio; l’infortunio di Rafael Leao; la fumata bianca per il rinnovo del numero 17 rossonero; il derby di andata in Champions League perso 2-0; il tracollo senza appello di La Spezia.
Difficile, quasi impossibile credere che siano capitate tutte queste cose in appena una settimana. Tanti puntini da unire come nelle pagine della settimana enigmistica che hanno dato come risultato finale un disegno indistinguibile, meglio noto come caos. La realtà è che osservando il panorama da lontano gli indizi ci sono sempre stati. Qualcuno se n’è accorto, qualcuno meno, altri hanno volutamente ignorare. A partire dal mercato estivo che ha tolto più che dato, con l’addio di Kessié e una campagna acquisti mai veramente decisiva e volti nuovi mai calatisi nell’ambiente.
Il Diavolo ha vissuto una stagione con le gambe a penzoloni e le braccia al cielo, seduto su una montagna russa che non ha mai smesso di girare. Una giostra che trasmette sensazioni di adrenalina ma lascia confuso, con la sensazione di essere in preda alle vertigini e di non sapere più l’orientamento. Il Milan è stato questo. Dalle vittorie contro Inter e Juventus alle sconfitte europee con il Chelsea. Quattro risultati negativi nel 2022, un secondo posto con vista Napoli e il sogno Scudetto ancora intatto. Il nuovo anno ha mischiato le carte in tavola, trascinando tutti in un baratro da cui non si è mai completamente usciti.

Il 2023 ha presentato i due volti di una squadra a tratti disunita e spaesata e al contempo consapevole di avere vinto un campionato appena un anno fa. Dal tracollo di gennaio, con le umiliazioni subite contro Lazio, Sassuolo e Inter in Supercoppa Italiana, alla rinascita europea, eliminando Tottenham e Napoli. Una semifinale conquistata con le unghie e con i denti, aggrappati alla forza del gruppo che il 22 maggio scorso aveva fatto impazzire di gioia la Milano rossonera. Dal cambio modulo, con l’abbandono del 4-2-3-1 per garantire copertura e solidità con il 3-4-3 al processo di guarigione di Leao, scomparso e ricomparso dopo mesi di silenzio. Dai punti persi contro Salernitana, Udinese, Empoli, Bologna, Cremonese e Spezia, agli avvenimenti dell’ultima settimana. Tanti cioccolatini, tutti diversi.
Il quinto posto attuale spaventa. L’obiettivo della qualificazione alla prossima Champions League si è complicato enormemente. Quattro punti dalla Lazio quarta da recuperare in tre giornate di cui una a Torino contro la Juventus. L’immagine della squadra a confronto con i tifosi è emblematica. Il momento è di grande difficoltà. Il Milan, tuttavia, non è solo e mai lo sarà. La passione è viva, la fiamma che riscalda i cuori rossoneri non si spegnerà mai. Martedì c’è una montagna da scalare. Un Everest che nel cammino presenterà i segni distintivi della tormenta. La vetta, però, regala una vista mozzafiato e il Diavolo ha voglia di passare dall’inferno per raggiungere il paradiso e tornare a Istanbul.
Non mancano tanti cioccolatini da scartare. La speranza è che quelli rimasti non lascino l’amaro in bocca, ma una piacevole sensazione di felicità. La scatola è lì che aspetta di essere finita. Solo lei sa cosa contiene. D’altronde, succede solo a chi ci crede.
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