Alle 18:00 di oggi, presso Mondadori Duomo, si è svolta la presentazione del nuovo libro ‘Smile’ dell’attaccante del Milan Rafael Leao. Il portoghese ha rilasciato inoltre alcune dichiarazioni su se stesso, molte delle quali leggibili sul libro stesso.
RONALDINHO – “Da piccolo guardavo Ronaldinho perché mi piaceva lo stile brasiliano, come si muoveva in campo. Anche lui è cresciuto nelle favelas del Brasile, anch’io vengo da un quartieri così e quel calcio di strada mi piaceva. Quando guardavo i suoi movimenti su YouTube lo volevo poi imitare quando giocavo in strada con i miei amici”.
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L’AGGRESSIONE DEI TIFOSI DELLO SPORTING – “Spero che non succeda più con nessuno. È stato un momento difficile per me, avevo 18 anni ed ero arrivato in prima squadra. Non avevo mai visto una così, sopratutto per me che sono un ragazzo emotivo. È stato difficile”.
IL REGALO PER LA MAMMA – “Sì, è vero. Con i primi guadagni ho comprato un salone da parrucchiera a mia mamma, a lei piaceva tanto. Lei ha lavorato tanto per me, il mio sogno è sempre stato quello di aiutare la mia famiglia. Fare questo regalo è stata la cosa più bella della mia vita”.
DEL PIERO – “Le sue critiche su di me? È un calciatore che guardavo da piccolo, ho preso la numero 10 anche per calciatori come lui che portavano magia, punizioni fuori dall’area. Ha fatto una bella carriera ed è stato importante nel calcio”.
MALDINI – “Mi disse che giocavo per il mio Instagram? Secondo me mi voleva ‘picchiare’ in modo positivo. Lui mi faceva capire che con il mio talento avrei potuto fare molto di più e che non dovevo pensare solo al dribbling. Essere più concreto davanti la porta. È stata una persona importante per me dentro e fuori dal campo, anche dal punto di vista della mia crescita”.
SCUDETTO – “Il giorno dello Scudetto? Duomo tutta rossonera. Mai vista una cosa così. È stato il mio primo trofeo importante. Immagino sempre il Duomo così alla fine della stagione, è incredibile. Non ci sono parole, bisogna solo sentire e vedere”.
RINNOVO – “Sono arrivato al Milan da bambino a 19 anni. I primi anni sono stati difficili, ma loro mi hanno tenuto e mi hanno aiutato a crescere come giocatore e come uomo. Anche quando avuto dei momenti difficili della mia carriera, loro sono stati sempre lì. Non potevo lasciarli, la mia educazione è basata sulla lealtà”.
IBRA – “Sappiamo quello che sa fare. Arrivare presto, essere concentrati tutta la partita. E poi lui era sempre dietro di me a dirmi che la palla giusta sarebbe arrivata. Io ho solo 24 anni, non sono perfetto. Ho tanto da imparare. Persone come lui sono importanti che vogliono vincere”.
Leao ha poi risposto anche alle domande dei giornalisti presenti:
”La 10 è una maglia diversa, di giocatori che porta qualcosa di diverso. L’ho scelta perché nel Milan l’hanno indossata giocatori importanti e io mi sento un giocatore importante. Gol con l’Atalanta? Volevo fare goal perché non segnavo da cinque mesi, in una partita come quella davanti i nostri tifosi a San Siro… è stato diverso per me. La mia esultanza? La critica mi spinge, è chiaro che deve essere costruttiva. Il calcio è così, a volte stiamo bene e a volte no. L’importante è cosa fa la squadra. È un nuovo inizio dopo la prestazione di domenica? Ho già fatto buone prestazioni (ride, ndr), non è un nuovo inizio. Mi mancava solo il goal, ho fatto buone partite in cui non ho fatto goal ma ho fatto assist. Quando fai belle partite fai goal ovviamente è diverso.
Obiettivo in termini di gol? Non mi sono prefissato il numero, quando vado in campo cerco sempre di aiutare la mia squadra. È chiaro che voglio fare goal, voglio fare assist. Ibrahimović è una persona in più, è una persona che conosce bene le nostre caratteristiche. La sua mentalità ci aiuta tanto. Pioli si aspetta da me sempre grandi partite, da che qualità ho. Dopo la partita di domenica contro l’Atalanta, mi ha dato un abbraccio perché ha visto che ho fatto una grande partita.
Dove vedo il mio futuro? Al Milan. Chi mi sta impressionando di più in questa stagione? Theo Hernandez. La primavera è il futuro del Milan, sono dei giovani con grande qualità. Li voglio vedere più spesso in prima squadra, possono arrivare a grandi livelli. Europa League? Step By Step, c’è la prima partita che è importante e vogliamo vincere per andare avanti in Europa che è un obiettivo”.
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