Matteo Marani, in questi ultimi giorni, è stato eletto presidente della Serie C su grande richiesta di Gabriel Gravina. Il neo presidente, però, è già con l’acqua alla gola poiché il calcio ha bisogno di nuove riforme e ad oggi non può più aspettare. La struttura del calcio italiano è tutta da rivedere. Gravina aveva promesso delle riforme che poi non sono arrivate. Ma ora non c’è più tempo per le parole, bisogna agire su carta e per farlo si può ripartire dal neo presidente Matteo Marani. Nel suo editoriale, il giornalista Raimondo De Magistris, critica fortemente la gestione dell’operato del presidente della FIGC.
Le critiche arrivano anche dal presidente della Serie B, che ribadisce come non ci si possa basare un modello ideato 30-40 anni fa. Il mondo del calcio si è evoluto e noi siamo ancora rimasti indietro. Non possiamo pensare di competere con chi è già avanti. Di seguito le sue parole: “Se noi pensiamo che una struttura del nostro sistema creata 30-40 anni fa possa competere con chi si è innovato e si è modernizzato siamo sulla strada sbagliata”.
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La critica mossa da Mauro Balata è molto sottile: se tre squadre vengono promosse e quattro retrocedono, significa che ogni anno cambia più di un terzo delle squadre del campionato. Ogni squadra ha esigenze diverse e, ad oggi, è diventato troppo difficoltoso sottoporsi alle esigenze dei club.
Lo stesso discorso vale per i giovani primavera. Negli ultimi giorni le squadre si sono incontrate per discutere dei pochi italiani presenti nelle giovanili di Serie A. La posizione dei club è molto chiara, ad oggi acquistare giovani dall’estero è molto più conveniente. Imporre alle squadre di aumentare il numero di italiani in rosa può essere conciliato solo con nuove riforme più ampie. La grandi squadre come Inter, Roma e Milan chiedono riforme riguardanti tutto il Settore Giovanile, dall’Under 15 fino alla seconda squadra. Il tutto, però, dovrà conciliarsi con le esigenze della Serie C.
IPOTESI SU UNA NUOVA SERIE C
Tra le ipotesi c’è, sullo sfondo, la possibilità di risfoderare la vecchia Serie C1 che garantirebbe un campionato con le migliori 20 squadre di Serie C. Un campionato che risulterebbe non solo più adeguato tra l’attuale Serie C e Serie B, ma che andrebbe incontro alle realtà con budget importanti. Un’altra ipotesi potrebbe essere il ritorno di una Serie C2, per le squadre che non possono permettersi grosse spese, ma possono avere dei vantaggi con un ritorno al semi-professionismo.
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