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Milan, resta un mistero dopo Leverkusen: qui gatta Cheek cova

Milan, è facile a dirsi ma la verità è che qui gatta Cheek cova. Ed è proprio sotto gli occhi di tutti e lo sanno tutti, il giorno dopo Bayer Leverkusen – Milan. Il fatto è che Loftus-Cheek, alla fine, è diventato l’emblema della partita persa dai rossoneri per 1-0.

Con buona pace di Mike Maignan e Youssouf Fofana, migliori in campo tra i rossoneri, Loftus-Cheek è caduto in area di rigore del Leverkusen verso il 90′ ed ha aperto le braccia un po’ come il Cristo Redentore di Rio De Janeiro. Sembrava quella la posizione.

Le lamentele sono state tante, e tutti i rossoneri, a gara terminata, hanno accerchiato l’arbitro. Poi i tifosi milanisti hanno manifestato il proprio disappunto sui social, accompagnati da tutti gli hater del Leverkusen.

Si tratta di migliaia di utenti nati l’anno scorso, in una stagione dove il club tedesco ha quasi esclusivamente vinto, spesso segnando dopo il 90′. Non è un caso che la tanto famosa zona Cesarini (poi zona Caicedo in epoca recente) sia stata ormai ribattezzata in “zona Leverkusen”.

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In realtà, il Leverkusen si farebbe apprezzare per la qualità del calcio giocato e per le trovate dei suoi interpreti migliori. Anche ieri Boniface, Wirtz, Frimpong e Grimaldo hanno espresso il loro lato migliore, ma poi Hincapiè ha colpito Loftus-Cheek al 90′, in quella che molti giornali hanno giudicato “una dinamica da rigore”. E l’arbitro non ha fischiato.

Ma, riguardo Loftus, non è tutto qui.

La gara di Loftus-Cheek, proprio lui, realmente si snoda e si attorciglia intorno a tanti altri problemi. Perché Boban dice che il Diavolo ha giocato male per un’ora, e dopotutto al 40′ i tiri tra le due squadre segnalavano il Bayer a quota 11 e il Milan a 0.

Poichè meritare di non perdere non è abbastanza per non perdere, specie se per un’ora si subisce solo l’iniziativa avversaria.

La storia di Ruben Loftus-Cheek contro il Leverkusen in realtà è molto variegata e fa giri intorno alla tana del lupo, come i proverbi per insegnare come si fanno i nodi delle scarpe, e poi entra e poi esce e poi si attorciglia su sé stessa, torna indietro e prende forme sempre più larghe e ampie, perché l’inglese ha giocato un po’ ovunque ed ha cambiato posizioni ed ha provato a stringere e ad allargarsi, è stato in avanti ed è rimasto più indietro. Ma sempre senza trovare la giusta posizione.

Insomma, il problema della gara dell’ex Chelsea, per Fonseca, starebbe altrove.

L’inglese è stato incapace di farsi notare con le sue giocate più autentiche – parliamo di incursioni e sgroppate – ma soprattutto si è dimostrato poco impattante sulla gara (specie nel primo tempo). Poco funzionale in fase di costruzione, timido quando c’è da rischiare il passaggio più complesso o l’imbucata, sicuramente non un fattore in fase difensiva.

Se, di certo la sua non è stata una gran prestazione nel complesso, non ci sarebbe nulla di male a dire che Loftus-Cheek non ha funzionato. Voglio dire, i giocatori si possono cambiare, a gara in corso o nelle sfide successive. E si va avanti.

Il problema e il mistero sta qui, per Fonseca, ed è qualcosa di pesantissimo e difficilissimo da risolvere. Totalmente un rompicapo dei peggiori tempi, di quei giochi fatti per farti crollare e rompere ogni certezza e lasciarti in difficoltà, sempre.

Il problema di Leverkusen-Milan è stato che Loftus-Cheek gioca male, e Fonseca non può sostituirlo, ad esempio. Un vero guaio. Ed è qualcosa di comprensibilissimo e sicuramente facile da comprendere. Perché, stando con un modulo che vede uno solo tra Abraham e Morata, il sostituto del tornante inglese in panchina, semplicemente, non esiste. Non c’è, non si trova, non sta nei pressi di Milanello. E la gara con il Leverkusen, dove l’ex Chelsea ha giocato male ne è la prova.

Fonseca gli fa giocare novanta minuti, perché se serve un centrocampista che possa essere pericoloso o fisico, o entrambe le cose, Musah non è la soluzione. E Zeroli e Silvano Vos non sono ancora le risposte giuste per queste gare.

Il problema è che se Loftus-Cheek gioca male, fa comunque novanta minuti adesso, perché non ci sono altre opzioni. Ecco il problema vero di ieri. Non il problema che ha fatto perdere la partita al Milan, ma un dettaglio piuttosto rilevante.

Fonseca ci pensa di sicuro, gatta Cheek cova insomma.

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