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L’ex allenatore del Milan in Nazionale: “Penso che rinnoverò per altri quattro anni”

Non è solo una firma, è una dichiarazione d’amore al calcio nella sua forma più pura. Carlo Ancelotti, l’uomo dei record, il collezionista di Champions League, ha deciso di legare il suo destino a quello della nazionale Seleção per altri quattro anni. L’annuncio, arrivato ai microfoni di Movistar, ha scosso il mondo dello sport: “Penso che rinnoverò per altri quattro anni con il Brasile. È un lavoro nuovo e ne sono davvero colpito”.

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L’ultimo ballo diventa un’epopea

Quello che molti analisti avevano inizialmente interpretato come l’ultimo capitolo di una carriera leggendaria prima del ritiro, si sta trasformando nel progetto più ambizioso di “Re Carlo”. Con questo rinnovo, Ancelotti punterà dritto al Mondiale 2026, con l’obiettivo di riportare la Coppa in Brasile dopo un digiuno che dura dal 2002.

Perché il Brasile ha scelto Carletto?

La scelta della CBF (la federazione brasiliana) non è mai stata tecnica, ma culturale. Il Brasile non cercava uno scienziato della tattica, ma un “saggio” capace di gestire l’ego smisurato dei suoi fuoriclasse. Il rapporto che Ancelotti ha costruito a Madrid con stelle del calibro di Vinícius Jr e Rodrygo è stato il miglior biglietto da visita possibile.

Un nuovo modo di allenare

“È un lavoro nuovo”, dice Ancelotti. Ed è qui che risiede la chiave della sua longevità. Passare dallo stress quotidiano di un club come il Real Madrid alla gestione cadenzata di una Nazionale gli ha permesso di rigenerarsi. Meno tempo sul campo di allenamento, più tempo per la strategia e la diplomazia: un ruolo da “Manager di Stato” che sembra cucito addosso al tecnico di Reggiolo.

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