Il Milan di Massimiliano Allegri, nel derby di domenica sera vinto per 1 a 0, ha sorpreso un po’ tutti dai tifosi all’ex allenatore Fabio Capello, che, sulle pagine della Gazzetta dello Sport ha espresso parole molto positive e significative sul lavoro che il tecnico livornese sta portando avanti a Milano. Sicuramente non ha stupito per il gioco, ormai ben noto a tutti, quanto per la compattezza difensiva e, soprattutto, per la mentalità collettiva che è riuscito a trasmettere alla formazione.
LEGGI QUI- Società al lavoro sul mercato: 3 colpi per continuare a sognare

Capello analizza il nuovo volto del Milan: dal caos all’ordine
Nel parlare del nuovo volto del Milan, Capello risponde alle domande dei giornalisti riguardo alla stracittadina milanese. Alla domanda se ha trovato la partita piacevole da vedere e se si è divertito guardandola, si esprime così: “Mi ha fatto divertire Allegri. Mi è piaciuto vedere e apprezzare come ha gestito il tutto. Ha guidato la squadra dal primo secondo all’ultimo. A livello tattico ha preparato la sfida in tutti i dettagli. Il Milan storicamente nei derby ha sempre sofferto fisicamente, sulle palle alte, ma stavolta ha trovato le contromisure. A parte il palo di Acerbi, i rossoneri hanno tenuto la guardia alta”.
Interrogato sul perché il Milan sia da scudetto, fornisce questa risposta: “La premessa è che resta un problema evidente davanti: manca un centravanti. Ma, detto questo, nella squadra si vedono chiaramente voglia, spirito e l’idea di essere protagonisti. Il tutto favorito da una classifica dove non eccelle nessuno. E poi c’è ovviamente il vantaggio netto di non avere le coppe, che permetterà ad Allegri di lavorare con giocatori che non sono stanchi e stressati. Infine, Allegri è riuscito a entrare nella testa dei giocatori. La squadra ha fatto risultato contro quattro squadre di vertice, sarebbe riduttivo parlare solo di derby”.
Sulla crescita della squadra, Capello indica l’aspetto più significativo: “Nell’ordine in campo. Prima era una squadra che io definisco sparpagliata, e non mi riferisco solo alla scorsa stagione, ma anche ad alcune partite di quest’anno. Succedeva soprattutto quando veniva persa palla, ora invece vedo tutti ordinati e attenti. Si aiutano dal primo all’ultimo minuto”.
Sulla domanda riguardante il nemico più infido da cui il Milan deve guardarsi, risponde:”La mancanza di concentrazione. Le partite più importanti mentalmente si preparano da sole, quelle che ti fanno arrabbiare di più sono contro le squadre di livello inferiore”.
Sull’importanza di Rabiot in questo Milan:”Uomo fondamentale. In lui vedo la voglia di rivincita, di dire al mondo “avete sbagliato, ora ve la faccio vedere io”.
Alla domanda finale sul rinnovo di Maignan, risponde così:”Dopo Donnarumma il Milan ha avuto la fortuna e la bravura di mettere le mani su Maignan, quindi il consiglio è scontato: prolungare. Trovare portieri che fanno punti non è facile”.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
