Dopo la sconfitta di Torino, il Milan è tornato subito al lavoro in settimana per preparare al meglio il recupero della 9^ giornata contro il Bologna al Dall’Ara. Una sfida molto delicata per gli uomini di Conceicao che dovranno assolutamente trovare i tre punti per cercare di rincorrere e accorciare la zona Champions. Dopo la sfida contro gli emiliani ci sarà un altro match molto delicato per i rossoneri: l’incrocio a San Siro contro la Lazio, diretta concorrente per il quarto posto nella classifica di Serie A. Per rialzarsi e riuscire ad accorciare sull’ultimo posto disponibile per l’Europa che conta, servirà che tutti i top player del Diavolo riescano a ritrovare la forma migliore. Uno su tutti è Rafael Leao che, per l’intera stagione, non è mai riuscito a mantenere stabili le sue prestazioni che sono risultate altalenanti e insufficienti nella maggior parte del campionato.
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Secondo Stefano Sorrentino, ex portiere del Chievo in Serie A, Rafael Leao è il giocatore più forte che ha il Milan in rosa. Intervenuto nel canale Youtube di Carlo Pellegatti, l’ex Serie A ha parlato del momento complicato di Mike Maignan dopo gli errori contro il Feyenoord e dell’atmosfera attorno a Rafael Leao, sempre più criticato in questa stagione difficile del Milan. Queste le sue dichiarazioni:
Su Leao: “Leao come jolly? Se fossi allenatore, anche zoppo il giocatore più forte che ho lo faccio giocare. Poi è vero che ci sono state situazioni in cui Leao non si è comportato o non ha fatto bene, come continuità e indole. Però quando ha la palla e ti mette sul piatto la palla del gol della finale della Supercoppa. Io lo metto lì davanti e gli lascio fare quello che sa fare meglio. Il grande allenatore è quello che riesce a tirare fuori da ogni giocatore le migliori caratteristiche, senza andare a chiedere di snaturarsi per la squadra“.
Su Maignan: “Il fatto di star fuori una o due partite non serve: bisogna lavorare ancora di più. In questi momenti io andavo ad allenarmi anche nel giorno di riposo. Esagerazione? No perché dai modo alla testa di non pensare. A questo punto, lui è un campione e deve concentrarsi sul lavoro per limare anche i più minimi particolari per far girare la ruota“.
