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Giruod torna sulla sua esperienza al Milan: “Ho lasciato quando ero al Top”

 

Olivier Giroud ha rilasciato un’intervista in cui ha parlato della sua carriera e quindi anche della sua esperienza in rossonero, l’ultima, nel calcio europeo. Con i rossoneri l’attaccante francese ha vinto uno scudetto ed è arrivato alle semifinali di una competizione importante come la Champions League. Con la maglia del Diavolo ha giocato 97 partite in Serie A, mettendo a segna 39 gol e fornendo 17 assist. Giruod è rimasto al Milan solo per tre stagione, ma l’ambiente si  è subito affezionato all’attaccante francese. In occasione dell’ultima giornata dello scorso campionato la società gli ha riservato un addio speciale, con la possibiità di salutare tutti i suoi tifosi in quella che è stata la sua casa nelle ultime tre stagione: San Siro.

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Trofei su trofei tra club e Nazionale

Prima del Milan, l’attaccante francese aveva vestito le maglie di Arsenal, Chelsea e Montpellier e ovunque aveva fatto bene. Con i Blues aveva addirittura alzato la Champions League e l’Europa League. ma è con la maglia della Nazionale che si è tolto le soddisfazioni più grandi, vincendo un europeo, un Mondiale e disputando un’ulteriore finale della Coppa del Mondo, poi persa contro l’Argentina. Rimane ancora oggi  il miglior marcatore della storia della nazionale francese. Dopo l’esperienza a Milan l’attaccante francese ha fatto un’importante scelta di vita ed è andato a giocare negli Stati Uniti, a Los Angeles. Queste le parole di Olivier Giroud ai microfoni di Stats Perform:

Sull’addio al calcio europeo: ” Ho lasciato il massimo livello europeo, indossando la maglia del Milan e giocando con la mia Nazionale, la Francia. era il momento migliore per dire addio. Ora sento la mancanza di quel tipo di responsabilità, di rappresentare il mio paese sul campo, ma sono contento che ci siano dei giovani che terranno alta la bandiera dei Blues. Non avrei potuto sperare in una carriera migliore: ho vinto il Mondiale e sono ancora il miglior marcatore della storia del mio paese. Ora posso passare più tempo con la mia famiglia, anche se i miei figli sono un po’ delusi dal fatto che non abbai smesso di giocare per la Francia“.

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