Rúben Amorim alla vigilia di Juventus-Milan, si è così espresso in conferenza stampa. Diversi i temi toccati dal tecnico portoghese, tra cui quello del reintegro di Tomori. Queste le parole di Amorim:
“Cercherò di fare così perché fuori dal campo sono esseri umani. Io sono il leader dello spogliatoio, per cui devo cercare di aiutarli. Sul campo devo farli lavorare. Non c’è altra strada. Bisogna lavorare molto bene per poter vincere dei trofei. Per cui sono molto esigente, sono attento a come lavorano. E fuori dal campo cerco di aiutarli con le loro famiglie perché questo è molto importante”.
Sulla presenza di Cardinale allo stadio e sul reintegro di Tomori:
“Sono molto abituato alla presenza di Gerry Cardinale così come quella di Massimo (Calvelli, ndr.). Per me non è una novità, magari lo è per voi. Io aino moltop soddisfatto del mercato. Credo che abbiamo preso dei top player che sicuramente ci aiuteranno in futuro. Però voglio anche spendere qualche parole su come funziona il Milan. Bisogna essere tutti allineati su un calciatore da prendere. Se qualcuno non è allineato non si prende quel giocatore, bisogna passare più tempo a pensare per prendere la miglior decisione. E noi siamo stati allineati su tutti i giocatori che abbiamo preso.
Tomori? Abbiamo avuto un problema con Matteo Gabbia, non sappiamo quanto durerà. Assomiglia alla situazione di Mario Gila e ci saranno occasioni in cui giocheremo quattro partite in dieci giorni. Voglio stare sul sicuro. Poi ho visto Tomori che ha lavorato in allenamento, ha tanta esperienza. Per me è più importante la sqaudra. E la decisione importante è stata quella di reintegrare Tomori”.
Che voto dà al mercato?
“Dieci. I miei giocatori sono i più forti al mondo. Io non mi siedo qui a dirvi un nove o un otto. Tutti i giocatori che abbiamo preso sono perfetti. Magari potevamo pensare ad altre qualità con i due attaccanti, però non sappiamo se a un certo punto saremmo corti. Nella conferenza stampa precedente ho detto che Camarda avrà più spazio. A volte è utile far ruotare questi calciatori perché in Italia si usa la marcatura a uomo e magari è meglio avere anche altre qualità, come Christian Pulisic. Non c’è nessuna squadra al mondo che abbia tutte le caratteristiche. Se dovessimo vincere tante partite andrebbe benissimo, se dovessimo perdere le partite sarebbe un problema. Ma sono molto soddisfatto del mercato”.
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È arrivato il momento di schierare dal primo minuto Rabiot e Moreira?
“Bisogna aspettare domani. Non me la sento di svelarvi l’undici di partenza oggi. È importante per le rotazioni tenere queste informazioni per noi. Diego Moreira si è allenato per due settimane. Lo vedo più preparato dal punto di vista fisico. Lui rimane un opzione così come Adrien Rabiot in un ruolo diverso”.
Che cosa rispondi a Chivu che dice che Juventus-Milan non è uno scontro diretto?
“Niente. Io sono molto concentrato sulla nostra partita. So che se dovessimo vincere saremmo primi con qualche altra squadra. Ma il mio focus è sulla mia squadra”.
Come stai vivendo questo primo big match italiano? È il test ideale per capire le potenzialità della squadra?
“Innanzitutto dipende dalla pressione che uno mette su sé stesso. Per me le grandi partite sono come le piccole partite. Non riesco a concepire una grande partita piuttosto che una piccola. Tutte le partite sono big match. Quest’estate non abbiamo vinto qualche partita e c’è stata pressione. Però quando si lavora in un grande club ogni partita è un big match. Andremo ad affrontare una grande squadra e un grande allenatore in trasferta. Vogliamo vedere se saremo pronti. Però io sono molto entusiasta. Abbiamo visto anche che, guardando questa squadra l’anno scorso, non accusava i big match; aveva problemi sulle partite abbordabili sulla carta. Io sono pronto. Sarà un giorno normale di lavoro per me e sono entusiasta di vedere la mia squadra domani”.
State migliorando in difesa secondo il suo punto di vista? Cosa penso di questo calendario fitto di partite?
“Non ho mai visto una sequenza simile. Non sto parlando del campionato portoghese, neanche in Inghilterra ho visto una cosa simile. Sarà difficile. Possiamo fare delle rotazioni. Tutti avranno un minutaggio. è importante avere, per me, a gennaio questo numero di giocatori. Questa sequenza di partite non l’ho vissuta nemmeno in Premier League. Per i problemi con il Venezia, non siamo stati bravi come contro il Torino.
Non abbiamo gestito queste transizioni bene. Avendo vissuto questa situazione, so che i calciatori sono capaci. Abbiamo avuto dei problemi difensivi con il possesso palla. E quando l’abbiamo perso è perché non eravamo organizzati. Abbiamo lavorato molto sulle marcature preventive. Abbiamo Pavlović e Gila che si pensano a volte dei numeri 10, ma questa è anche una situazione positiva. Ma corriamo dei rischi di troppo. Non sono stato soddisfatto della prestazione con il Venezia. Bisognerà fare molto meglio a partire dalla prossima partita”.
Moreira lo vede più esterno o trequartista? Attaccherebbe le parole di Chivu nello spogliatoio?
“Credo di aver già risposto alla domanda su Moreira. Lo vedo come quinto. In qualche partita potrebbe giocare come trequartista. Può giocare sia a destra che a sinistra. Vogliamo utilizzarlo come esterno per le situazioni di uno contro uno. Se noi dovessimo avere bisogno delle parole degli altri per essere motivati, c’è qualcosa che non va. Io capisco la situazione. So che è molto difficile per i tifosi sentire queste parole, ma noi dobbiamo essere molto onesti sul percorso che c’è da fare per portare questa società dove merita di stare. Abbiamo vinto solo due scudetti negli ultimi venti anni. Sono queste le cose che mi preoccupano rispetto alle parole di Chivu.
Se noi dovessimo conetrarci sulle parole che dicono gli altri, vorrebbe dire che siamo distratti. Per me il Milan è la squadra più forte d’Italia, abbiamo 7 Champions League. Ma zero Coppe Italia in vent’anni. Io non appenderò nulla nello spogliatoio. Io non sono concentrato su ciò che dicono gli altri, non mi importa di Chivu o qualcun altro. Bisogna capire perché il Milan è rimasto fuori dalle coppe. Ripeto, non ci sarà niente da appendere nello spogliatoio. So che c’è tanto lavoro da fare e sono concentrato su questo”.
Come giudica Spalletti? Lei non ha mai battuto la Juventus?
“Chiaramente c’è qualcosa da cambiare. C’è qualche aspetto da modificare su come pressare e sul nostro modo di giocare nella fase di possesso. Però Luciano Spalletti, ogni volta che ha giocato contro una difesa a cinque, ha voluto svolgere la fase difensiva con cinque uomini. A volte questo quinto è stato Andrea Cambiaso, non so se sarà a disposizione. A volte ha utilizzato Weston McKennie; anche lì non so se sarà della partita. Quindi non ho la certezza su come difenderà la Juventus. Comunque, che si giochi contro una difesa a quattro o una difesa a cinque. Certo, c’è qualche aspetto tattico che cambia, c’è qualcosa da modificare, ma queste situazioni le abbiamo già preparate durante il nostro precampionato.
Luciano Spalletti è un allenatore che non ha bisogno di presentazioni. Ha tante qualità, è molto intelligente, conosce molto bene il campionato, lavora molto bene e mi piace anche il suo modo di giocare. Capisco il motivo per cui cerca di interpretare le partite in un certo modo. Sarà una partita molto difficile. Però, ripeto, siamo soltanto all’inizio della stagione. Sappiamo che noi siamo pronti e sappiamo che anche loro saranno pronti a disputare una grande partita in casa contro di noi. Quindi sicuramente sarà una bella partita. Non ho mai battuto la Juventus. Anzi, questo non è vero, perché con il Benfica ho vinto nella semifinale di Europa League, quindi ho il bilancio in parità da questo punto di vista. Però adesso potrei battere la Juventus per la prima volta da allenatore. Ripeto, ogni partita è una storia a sé e sono pronto per questa sfida”.
Come gestisce il suo undici titolare, considerando che alcuni forti li inserisce a partita in corso?
“Bisogna capire anche la condizione atletica di certi giocatori che sono arrivati dopo. Però pensiamo anche a come terminare le partite: questo è un aspetto importante. Per me, però, l’aspetto fondamentale è l’allenamento durante la settimana. Non si può pensare che basti aver disputato molto bene la partita precedente per mantenere la titolarità all’interno della squadra. Se non ti alleni bene, io magari cambio idea e non ti metto più. Io faccio così per mantenere alto il livello dell’allenamento. Chi si merita di essere all’interno della squadra in base al rendimento durante la settimana, poi gioca. Naturalmente c’è da prendere in considerazione tutto il piano di gioco, le qualità dei calciatori che servono e voglio anche avere in serbo qualche arma da poter utilizzare magari a partita in corso per cambiare la gara”.
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