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Conceicao sui rumors di mercato: “Leggo tante bugie. Ho parlato tanto con Morata”

Conceicao

Nelle ore più calde di questo calciomercato, il Milan si prepara ad affrontare il suo terzo derby stagionale. Le prime due sfide contro l’Inter hanno sorriso ai rossoneri, che arrivano alla partita in un momento molto delicato. Il Diavolo parte da sfavorito in questo duello, così com’era accaduto a settembre e, più recentemente, in finale di Supercoppa. A Sergio Conceicao l’arduo compito di ribaltare, ancora una volta, i pronostici della vigilia. Queste le pariole del tecnico portoghese in conferenza stampa.

Sulla partita dal punto di vista tattico: “È importante guardare i punti forti dell’altra squadra e i giocatori che abbiamo a disposizione. Li avevo affrontati anche in Champions contro il Porto, non sono cambiati molto. È molto positivo per loro il fatto che giocano insieme da tanto e hanno lo stesso allenatore“.

Sul mercato: “Ho già manifestato che anche per la testa dei giocatori il mercato muove qualcosa a livello emozionale, non è positivo con tutte queste partite insieme. Sappiamo cosa dobbiamo fare e stiamo lavorando sulle situazioni di gioco. Poi vedo tante cose scritte, bugie, e quello mi da fastidio. Io sono qui davanti a voi ogni 3 giorni, se avete qualche dubbio sono aperto. Non è facile gestire il gruppo con queste notizie. Mi trovo a gestire cose che non mi appartengono“.

Sul clima all’interno dello spogliatoio: “Non vado a parlare di cose che fanno parte del gruppo. Dobbiamo concentrarci a lavorare nel migliore dei modi per vincere domani. Sappiamo che questo è un periodo delicato, si parla tanto di mercato e altre cose. Quando arriva un risultato negativo ancora di più. Non mi vedete mai arrabbiato mai quando uno di voi dice che la squadra gioca male, è il vostro lavoro. Altre cose vanno aldilà del mio raggio d’azione, e non mi va di parlarne“.

Su Tomori: “Conto su tutti i giocatori. Ho dato questo esempio a loro: ci sono una decina di giocatori che con me al Porto hanno finito il contratto e hanno giocato fino all’ultimo minuto. Se vedo un giocatore che è più forte dell’altro gioca. Il mercato per me non interferisce, se Tomori deve giocare giocherà“.

Su Gimenez: “Non posso parlare di Gimenez perché non è ancora ufficiale. È un bel giocatore ma non dico una novità“.

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Se il mercato è una rivoluzione: “Cambiano 1, 2 giocatori, non è tanto… Tirare conclusioni prima di una partita così importante non mi va. Se volete un altra conferenza per parlare di mercato alla fine del mercato lo farò“.

Se ha lasciato un segno in questo periodo: “C’è tanto da migliorare, senza dubbio. Ogni allenatore vuole la perfezione. Noi dobbiamo lavorare per avere la base, la perfezione è di un altro livello. Io come allenatore ho sempre le valigie pronte. Non ho parlato con 13 club che mi hanno offerto 10 volte di più del Milan dopo il Porto. Sono venuto qui perché credevo in questa cosa“.

Su Gabbia e Thiaw: “Thiaw ha fatto il primo allenamento oggi, non è in condizioni ottimali. Matteo ha fatto il primo allenamento oggi, non è uscito a Zagabria per l’errore. Sono a disposizione per domani. Malick non al top, ma lui è pronto“.

Su Walker: “Sta bene, fisicamente è apposto, è una soluzione per domani

Se il Milan ha bisogno di un po’ di serenità: “Le persone confondo l’intranquillità con la passione. Io sono così. Se devo fare finta… vivo le partite con emozione, non vuol dire che sono arrabbiato. Ho 50 anni non so se riesco a cambiare. È il mio modo di essere non un segno di nervosismo alla squadra. Vivo le partite in modo passionale, ma non è un difetto. Se devo prendere un calmante non sono io. Non c’è nervosismo, è il mio modo di essere, anche se vinciamo 4-0“.

Sulle parole di Inzaghi sulla spinta di Morata: “Non devo dire niente, è la sua opinione, la mia è un’altra. La parita è passata. Simone avrà le sue ragioni. Anche io in passato con gli arbitri sono stato in queste situazioni ma non mettiamo la partia su questo episodio perché non è giusto“.

Su cosa lo preoccupa di più: “Io sono sempre più preoccupato su quello che facciamo noi, poi diamo un’occhiata all’avversario perché i punti di forza sono tanti ma ci sono anche punti deboli. Sono situazioni strategiche su cui stare attenti, ma il focus principale è su di noi“.

Su Morata: “Parlo tutti i giorni coi giocatori, anche tanto. Con Alvaro ho parlato anche ieri, le situazioni di mercato sono quelle che sono. Come quando un fa il matrimonio, ci deve essere la volontà della sposa, dello sposo e anche del prete…“.

Sull’assenza di Fofana: “Vorrei avere tutti a disposizione ma in questo caso non è possibile. Giocherà un altro, fiducia a tutti“.

Su come ci arrivano le due squadre: “In queste partite non c’è un favorito perché uno è avanti a livello mentale. Quando l’arbitro fischia, la partita ha la sua storia. Chiaro che se non ci fosse il mercato di mezzo era meglio, ma questo non è possibile e dobbiamo focalizzarci solo sul nostro livello e dare la vita per la partita. Il derby di Supercoppa è passato, questa sarà una partita diversa secondo me“.

Su come bisogna guardare il suo lavoro finora: “Non è facile per un allenatore a cui piace il campo lavorare sui diversi momenti del gioco sul campo e non sul video, la lavagna. La sensazione è diversa. A inizio di stagione ci sono settimane libere per lavorare su tutto, ora è diverso. Sul piano emozionale ho cercato di portare quello che sono io. A Riyad hanno capito che abbiamo bisogno di energia positiva e di essere emotivi come da bambini“.

Questa passione cerco di trasmetterla, lo faccio anche con la mia postura qui a Milanello. Sul piano del gioco sento che siamo a una distanza importante da quello che voglio io. Mi piace una squadra corta, che pressa, permette poco agli avversari e crea tanto. Se mi chiedete se ho i giocatori per farlo vi dico di no, per questo giochiamo in modo diverso. Non uso questa scusa perché sapevo quante partite c’erano prima di firmare il contratto. Anche i duelli, l’aggressività, si allenano. Abbiamo positività e energia, a volte passiamo un po’ i limiti. Sul resto non voglio trovare scuse, dobbiamo essere uomini. Non si può andare più giù del primo tempo di Zagabria“.

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