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– Sergio Conceiçao parlerà a breve nella consueta conferenza stampa alla vigilia dei match. Queste le sue parole su Torino-Milan
Sul campionato: “Senza dubbio, quella contro il Torino è una gara importante contro un avversario difficile. Storicamente è difficile per il Milan, dobbiamo concentrarci”.
Su Theo Hernandez e su una punizione: “Theo è un patrimonio del club, ha dato già tanta gioia ai tifosi in altri momenti. Sa che ha messo la squadra in difficoltà, ne abbiamo parlato con lo spogliatoio. Anche io commetto tanti errori, lui è disponibile a giocare domani. Non mi piace parlare del colore dei suoi capelli: per me neri, bianchi o gialli è uguale, basta che siano professionisti e diano tutto”.
Sull’ambiente complesso: “Sono abituato, anche in Portogallo c’è molta pressione in tutti i livelli. Ho un rispetto enorme per la storia del Milan. Quando non si vince c’è più fragilità: è un momento diverso. Sapevo di trovare un ambiente difficile su questo, ma è una sfida per me. Ho un feeling per le cose difficili, va bene così”.
Conceiçao sulla squadra: “Nel calcio nel bene e nel male si ricomincia il lavoro per la partita successiva. Dopo l’eliminazione dalla Champions ho visto il gruppo già concentrato, anche se ovviamente l’eliminazione ha fatto male a tutti. Avevamo preparato bene la partita, ma nel calcio contato tanto gli episodi. Io dico sempre che il calcio è semplice, ma dentro a questa semplicità ci sono tante cose complesse. Dobbiamo continuare la nostra evoluzione e a lavorare. Il tempo è poco, anche per colpa nostra perchè potevamo essere già agli ottavi di Champions. Dobbiamo pensare al quarto posto e alla Coppa Italia. Oggi ho visto bene i ragazzi”.
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Sul trasformare la negatività in positività
: “Io non sono uno che fa calcoli. Vivo le cose ogni giorno con grandissima intensità. Porto il lavoro a casa e la mia famiglia non è contenta, ma è così. Non faccio sempre le cose bene eh, ma lavoriamo in maniera molto appassionata ogni giorno. Abbiamo preparato ieri l’allenamento di oggi, abbiamo fatto i video: questa è la mia preoccupazione. Oggi sono 31 anni che mia madre è morta, avevo 18 anni e avevo perso mio padre da due: se queste del calcio sono le difficoltà, non ho paura di niente. E allora vado avanti per la mia strada”.
Sui giocatori che hanno parlato dopo Feyenoord: “Mi piace quando è così, meglio dire quello che si pensa. Il gruppo sta crescendo anche da questo punto di vista, è giusto dire le cose in faccia. Io preferisco una brutta cosa ma vera, che una cosa bella ma non vera. A me piace questa cosa”.
Se ha individuato i problemi della squadra: “Sì, ne abbiamo parlato con la squadra. Stiamo lavorando su questi aspetti”.
Il Milan che vuole vedere è quello dei primi 50′ contro il Feyenoord? I quattro davanti possono giocare insieme? “Sì è quello che voglio io. Stiamo crescendo, non siamo ancora al top, ma stiamo sempre meglio. Voglio una squadra aggressiva per impedire agli avversari di arrivare davanti alla nostra porta. Io voglio una squadra corta e compatta. Per me possiamo fare questo tipo di gioco, ovviamente sempre con equilibrio”.
Conceiçao su Joao Felix: “Sono l’allenatore e faccio le mie scelte. Gimenez aveva avuto dei problemi nelle ultime settimane, gli ho chiesto come stava e mi ha detto che era stanco. O mettevo un altro centravanti come Abraham o un giocatore per avere più mobilità”.
Su Walker: Walker non è disponibile domani. Le mie scelte dipenderanno dalle condizioni di ogni singolo giocatore. Pulisic non ha i 90′ nelle gambe, Gimenez è in crescita ma non è ancora al top. Quando sono arrivato diversi giocatori infortunati o in difficoltà. Alcuni come Loftus-Cheek non sono ancora rientrati. Da quando sono qui abbiamo giocato ogni tre giorni, quindi non è facile gestire la situazione. Col senno di poi siamo tutti grandissimi allenatori: io vinco tutte le partite a fine partita”.
Infine, Conceiçao sul Torino: “Hanno giocatori molto interessanti, come Ricci per esempio. Nell’approccio che hanno ogni partita vedo sempre una squadra che ha voglia di ottenere un risultato positivo. Quindi bisogna stare al massimo. Dobbiamo prendere in mano noi la partita”.
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