Si è appena conclusa la conferenza stampa di Massimiliano Allegri alla vigilia di Roma – Milan. Il tecnico livornese ha fatto il punto sulla squadra, sulle condizioni dei giocatori e sulle strategie in vista della sfida contro i giallorossi. Durante l’incontro con i giornalisti, Allegri ha analizzato il momento della squadra, parlato dell’obiettivo Champions, della gestione del calendario intenso e della concentrazione necessaria per affrontare ogni partita. Non sono mancati interventi sui singoli giocatori, sul mercato e sulle priorità della stagione, offrendo così un quadro completo della situazione rossonera.
Di seguito le sue parole.
Gerry Cardinale in visita a Milanello che energia ha portato?
“La visita a Milanello ha fatto molto piacere a tutti. E’ un momento importante della stagione in cui giochiamo per il nostro obiettivo finale che è la Champions. Dobbiamo pensare al campo, al risultato e a domani che abbiamo una partita bella da giocare con una squadra che sta lottando con noi per entrare nei 4 posti. La Roma è una squadra che in campo rispecchia l’allenatore, aggressiva, bravi nella fase difensiva, ci aspetta un bell’ambiente e una bella partita. Dovremo essere molto bravi.”
Sui vari infortuni?
“Oggi ci sarà l’ultimo allenamento e valuteremo. Saelemaekers ieri stava molto meglio, oggi devo valutare se farlo partire dalla panchina o titolare.
Gimenez sta meglio, sarà una risorsa importante per la fine della stagione.
Leao ha ancora un piccolo problema sarà però sempre a disposizione. Affronteremo una bella partita, lunga e appassionata.”
La Roma è una sorpresa?
“Non è una sorpresa perché con Gasperini sapevo di trovarla a combattere per il quarto posto per la Champions, come noi. Ci sono quattro squadre per tre posti, sperando poi che le squadre in Europa vadano più avanti il più possibile così che poi ci saranno cinque posti in Champions.”
Sui problemi fisici di Leao?
“Ha una piccola infiammazione all’adduttore. Non è dolore, è più fastidio ma lo sa lui com’è. Abbiamo quattro giocatori per due posti quindi avrò la possibilità di fare dei cambi con giocatori freschi. Leao? Deve crescere ancora, il talento non gli manca, deve solo trovare continuità. Ma è impossibile trovare un giocatore di talento che abbia continuità per tutti e i novanta minuti.”
Chi sarà la coppia offensiva? Ricci?
“Ricci sono molto contento per come sta andando, come sta crescendo. Per ora il ruolo di mezzala è quella che gli si addice di più, poi magari in futuro potrà essere davanti alla difesa, però per ora è questo il ruolo che gli si addice di più. Leao e Pulisic, non conta il minutaggio ma l’efficacia e l’essere concreti. Pavlovic rientra dopo la botta alla testa, vediamo se giocherà domani.”
La Roma è diversa rispetto all’andata?
“Per quanto riguarda l’aggressività no, dal punto di vista dell’attacco si. Male è un buon giocatore che si è presentato molto bene.”
I goal da calcio d’angolo?
“Domenica Gabbia ha avuto tre buone occasioni di testa, contro il Genoa una è finita subito sulla traversa. È evidente che sui calci d’angolo contano molto sia chi batte sia chi va a saltare, ma ci sono anche situazioni in cui serve maggiore precisione. La Roma, con giocatori come Cristante e Mancini, è molto pericolosa e dovremo prestare grande attenzione. In generale c’è margine di miglioramento, così come nella gestione del pallone quando siamo sotto pressione.”
Per quanto riguarda il calcio mercato, il Milan è fermo. Credi che le operazioni di gennaio possano cambiare il destino del Milan?
“Queste valutazioni si possono fare solo a fine stagione. L’arrivo immediato di Fullkrug è stato sicuramente un acquisto azzeccato, perché ci ha dato un contributo importante fin da subito. La società sta lavorando bene e io sono molto soddisfatto della rosa a disposizione. O riusciremo a migliorarla ulteriormente, oppure continueremo con questo gruppo.
I giovani arrivati in estate stanno crescendo: Athekame ha avuto un buon impatto, mentre Odogu sta mostrando progressi anche in allenamento. La cosa fondamentale è mantenere questo atteggiamento nelle partite e avere sempre chiara la convinzione verso il nostro obiettivo, che resta uno dei primi quattro posti.
Non sarà semplice, perché ci sono squadre molto competitive, guidate da allenatori come Gasperini, Spalletti e Conte, che negli ultimi anni hanno spesso chiuso tra le prime quattro. Dovremo essere bravi noi, passo dopo passo, a raggiungere la quota Champions. In questo momento l’obiettivo principale è arrivare a quota 50 punti, poi si vedrà.”
Malen e Dybala?
“Paulo ho avuto il piacere di allenarlo: è arrivato alla Juve che era ancora un ragazzo. Ha una tecnica straordinaria ed è molto intelligente. L’altra sera in Europa League ha fatto un passaggio che può sembrare semplice, ma tra il controllo e la giocata è passato neanche mezzo secondo. Ha qualità importanti, giocatori così non ce ne sono molti in giro. Con Malen può trarre vantaggio, perché avendo un riferimento davanti può esprimere al meglio le sue giocate.”
Sulla comunicazione degli altri allenatori?
“Per quanto riguarda l’assenza delle conferenze degli altri allenatori, non è un tema che riguarda me: sono scelte loro. Per quanto riguarda invece le mie dichiarazioni sull’obiettivo, è tutto molto chiaro. L’anno scorso il Milan non è riuscito a entrare in Champions, quest’anno, per valore tecnico ed economico, bisogna riuscirci.
Questo non significa che ci spetti di diritto, ma che vada conquistata un passettino alla volta. Per una grande squadra è troppo importante, nel campionato italiano, partecipare alla Champions League: i ricavi della Champions servono a gestire il mercato e a costruire un futuro più roseo rispetto a quando si resta fuori per due anni.
L’altro giorno sono usciti i fatturati delle top europee e il divario tra le squadre italiane e quelle inglesi e spagnole è evidente. Per forza una società, una squadra, deve provare, come il Milan, a entrare in Champions. Perché? Perché questo è il calcio italiano e una parte fondamentale delle risorse arriva dalla Champions League.
Bisogna procedere un passo alla volta: l’obiettivo è entrare tra le prime quattro e per riuscirci serve fare tanta, tanta fatica. E quindi bisogna stare zitti.”
Il Milan crossa spesso ma il gesto tecnico non sempre c’è :
“Quella è una regola non scritta: negli ultimi 20-30 metri bisogna essere rapidi e precisi, ed è lì che sta la difficoltà. Fino a quella zona quasi tutti sanno giocare a calcio, negli ultimi 30 metri invece emergono i più bravi. La qualità della scelta va migliorata, anche attraverso la ripetitività del gesto. È un lavoro di tecnica analitica e di tecnica applicata.”
Lo scudetto, secondo lei, è dell’Inter?
“L’Inter, con 52 punti, è la principale favorita sia per lo scudetto sia per chiudere tra le prime quattro. È matematica.”
In una settimana tre partite, come si gestisce il tempo?
“Più che un discorso atletico, è una questione di tenere alta l’attenzione. Giochiamo quando ci viene detto di giocare e cerchiamo di fare punti, che è la cosa più importante. È una situazione sicuramente anomala, ma non possiamo farci nulla e non dobbiamo sprecare energie su ciò che non possiamo cambiare.“
Cosa si può migliorare nella squadra?
“Il mercato più importante è quello estivo e la società ha lavorato molto bene sia in uscita sia in entrata. A gennaio, in genere, le squadre tengono i giocatori migliori. Poi ci sono le eccezioni, come Fullkrug: il direttore è stato molto bravo a portarlo subito all’inizio del mercato, perché se fosse arrivato una settimana dopo avrebbe già saltato due partite.
Noi pensiamo al campo, a tutto il resto pensa la società.”
Vi pesa giocare per un mese, fuori casa?
“Basta non pensarci. Bisogna solo fare le cose. Questa è una situazione che parte dal 28 dicembre: nelle 9 partite fino al 15 febbraio sapevamo di avere 6 trasferte. Non dobbiamo pensare a quello, ma concentrarci su cosa c’è da fare, che è la cosa più importante.”
Domani sarà una di quelle partite fondamentali per il campionato?
“D’ora in avanti sono chiave i punti, non le partite. Ti devi concentrare sui punti da fare indipendentemente dall’avversario. Devi raggiungere la quota che ti permette di giocare la Champions”.
Roma, Bologna e Pisa?
“Non è decisivo, perché comunque abbiamo fatto punti importanti. Allo stesso tempo sono partite partite: domani c’è uno scontro diretto, poi affronteremo il Bologna, che sta lottando per l’Europa League, e infine il Pisa, che è una squadra viva. Abbiamo tempo per prepararle nel modo giusto.”
Quella volta in cui Allegri era vicino alla Roma?
“Diciamo che mi sono dimenticato tutto, la mia memory card è piena: arriva fino al 2014. Prima di quella data, non mi ricordo.”
Quando ci sarà un bel goal su punizione del Milan?
“Spero domani, spero tutte le domeniche. Subiamo poche punizioni dal limite. Abbiamo dei buoni calciatori, dobbiamo sfruttare di più le punizioni. Speriamo domani.”
Sulla qualità e risultati della squadra?
“Io credo che chi ottiene risultati alla lunga abbia anche qualità. Una partita la puoi giocare e vincere anche senza qualità: il calcio è l’unico sport in cui in una singola partita il più debole può battere il più forte. Nel campionato, alla fine, vince chi è migliore nell’arco della stagione. E per vincere serve avere qualità, fare ottime partite. Poi ci sono le classiche partite “sporche” che comunque devi riuscire a portare a casa.“
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