Maignan sarà il nuovo capitano del Milan
. Lo è a tutti gli effetti e lo è già stato in passato. Ora, però, nessuno può toglierli la fascia. Esperienza e leadership al servizio dei compagni. Magic Mike, che sembrava a un passo dall’addio, ha scelto di restare, complice anche la fermezza di Allegri, che lo reputa un perno fondamentale del suo Milan. All’alba della sua quinta stagione in rossonero, il portiere francese è ormai entrato di diritto nella storia del Diavolo. A dire il vero lo aveva già fatto nel 2022, vincendo lo Scudetto. Ora, però, il suo nome è scolpito nella pietra.
Il numero 16, infatti, è uno dei soli sette casi di capitani rossoneri non italiani in tutta la storia. Prima di lui solo sei. Addirittura, sfogliando l’album dei ricordi, per trovare il suo predecessore diretto, bisogna scavare in profondità fino ad arrivare al 1961, quando il capitano era Nils Liedholm. Il totem svedese, simbolo rossonero in campo e in panchina, aveva raccolto la fascia nel 1956.
Rimanendo in Svezia, prima del Barone, a indossare la fascia da giocatore non italiano era stato Gunnar Nordahl, dal 1954 al 1956. Uno degli attaccanti più forti del ‘900, autore di 210 reti con il Milan, cifra che gli è valsa il titolo di miglior marcatore straniero della storia rossonera.
Ne mancano quattro. Il primo capitano in assoluto è stato David Allison, dal 1899 al 1900. Subito dopo, un nome facile, colui che ha dato vita ai colori più belli del pianeta, Herbert Kilpin, che ha indossato la fascia dal 1900 al 1907. Infine, l’onore, e l’onere, toccò a Louis Van Hege e Max Tobias, entrambi belgi.
Oggi il calcio è cambiato. Non c’è più il bianco e nero, gli stadi sono più grandi, gli interessi economici enormemente maggiori. Quello che resta, però, è il lascito del passato, l’eredità, la stessa che Maignan lascerà a chi, dopo di lui, assumerà il ruolo di guida della nave battezzata Milan.
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