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Maignan sotto accusa: la ricostruzione delle proteste sul rigore per il Genoa

Maignan

Dopo la gara tra Milan e Genoa, Mike Maignan è finito al centro dell’attenzione per un presunto insulto rivolto all’arbitro. Le immagini diffuse da DAZN Francia permettono però di distinguere con maggiore chiarezza le diverse fasi dell’episodio, separando i fatti dalle interpretazioni.

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Nella prima clip, ripresa dalla telecamera posizionata sull’auricolare dell’arbitro, si vede Maignan avvicinarsi a Mariani dopo il rigore assegnato al Genoa. Il portiere del Milan, in qualità di capitano, rivendica il diritto di parlare con il direttore di gara. La situazione è concitata, con molti giocatori intorno, e l’arbitro decide di ammonire Maignan. Il VAR conferma poi il rigore, che viene successivamente sbagliato da Stanciu, e il gioco riprende regolarmente. In questa fase non emergono insulti diretti verso l’arbitro o altri soggetti presenti in campo.

Il labiale nel post-partita

La seconda clip mostrata da DAZN Francia è successiva alla fine dell’incontro. In mezzo al campo si crea una breve calca e si vede Adrien Rabiot accompagnare Maignan verso l’uscita. In quel momento il portiere francese pronuncia un “Fils de pute”. L’espressione è chiaramente leggibile dal labiale, ma dalle immagini disponibili non è possibile stabilire con certezza a chi fosse rivolta.

Alla luce dei filmati attualmente diffusi, l’insulto non risulta indirizzato in modo evidente né all’arbitro né agli avversari. Si tratta di uno sfogo pronunciato a partita conclusa, in un contesto confuso e privo di riferimenti chiari.

L’episodio riporta l’attenzione sull’uso delle immagini e dei frammenti video decontestualizzati, spesso utilizzati per costruire narrazioni parziali. In un calcio sempre più esposto a telecamere e microfoni, la disponibilità di un labiale o di un audio non equivale automaticamente a una ricostruzione completa dei fatti. In assenza di ulteriori elementi ufficiali, le immagini raccontano due momenti distinti che non consentono, allo stato attuale, di attribuire con certezza l’insulto a un destinatario preciso.

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