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Milan, quanti episodi sfortunati con Di Paolo al VAR!

Le recenti partite del Milan arbitrate con Di Paolo in sala VAR hanno acceso un dibattito inevitabile tra tifosi, addetti ai lavori e opinione pubblica. I numeri, più delle sensazioni, raccontano una tendenza che fa discutere e che merita un’analisi lucida, senza gridare al complotto ma nemmeno ignorare i fatti.

Nel match Milan-Roma è arrivato un rigore a favore dei giallorossi, episodio chiave in una gara già tesa. Stesso copione in Inter-Milan, con un penalty assegnato ai nerazzurri dopo revisione VAR. Ancora più polemico l’episodio di Milan-Lazio, quando l’arbitro Collu è stato richiamato al monitor per un presunto rigore, giudicato inesistente, poi non concesso ai biancocelesti. La decisione finale è stata presa esclusivamente dall’arbitro Collu, che non ha seguito quanto segnalato dal VAR.

Inoltre, in Milan-Genoa, un altro calcio di rigore contro i rossoneri ha completato una sequenza che non può passare inosservata.

Infine, nel posticipo Milan–Genoa di ieri sera, Fullkrug ha subito un contatto in area che molti tifosi hanno interpretato come un fallo, un vero “pesto”, ma il VAR Di Paolo non ha richiamato la situazione né assegnato il rigore, nonostante il contatto fosse evidente. Curiosamente, in un precedente Inter–Milan con lo stesso VAR Di Paolo, un contatto simile su Thuram era stato giudicato meritevole di rigore, e in quel caso il penalty era stato assegnato, mostrando una discrepanza nelle decisioni su episodi analoghi.

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Quattro partite, quattro rigori concessi agli avversari del Milan, tutte con Di Paolo coinvolto al VAR. Un dato che, isolato, non prova nulla, ma che inserito nel contesto generale della stagione alimenta interrogativi legittimi. Il VAR nasce per correggere errori chiari ed evidenti, non per diventare protagonista sistematico delle gare.

È importante sottolineare che la tecnologia non decide da sola: interpreta, suggerisce, ma la responsabilità finale resta umana. Ed è proprio sull’uniformità di giudizio che il sistema continua a mostrare crepe. Episodi simili vengono valutati in modo diverso da partita a partita, generando frustrazione e sfiducia.

Il Milan, come ogni squadra, chiede solo chiarezza e coerenza. Non favori, ma equità. La sensazione diffusa è che, almeno finora, con Di Paolo al VAR il rigore contro sia diventato una sorta di tassa fissa. Una percezione che la classe arbitrale dovrebbe affrontare con trasparenza, comunicazione e maggiore attenzione, per restituire serenità al gioco e credibilità alle decisioni.

Un confronto aperto, dati alla mano, può aiutare a migliorare il sistema, tutelare gli arbitri e rassicurare i tifosi, perché il calcio moderno vive di fiducia, equilibrio e rispetto condiviso tra club, istituzioni e pubblico sportivo nazionale e internazionale oggi più che mai.

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