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Mario Gila è il profilo giusto per il salto di qualità? Ci sono tre indizi interessanti…

L’acquisto di Mario Gila soddisfa la necessità di Ruben Amorim di avere un centrale che si adatti bene al suo gioco. L’investimento è sicuramente importante, visto che spendere 30 milioni di euro per un giocatore con un solo anno di contratto rimanente non è un affare banale. Ma analizziamo maggiormente nel dettaglio il percorso di Mario Gila alla Lazio.

Nello scorso campionato con lui in campo la Lazio ha subito un gol ogni 88′, dato che si abbassa ad una rete subita ogni 79′ con lui fuori dal campo. Anche nel 2024/25 la musica non cambia. Con Gila in campo la Lazio ha subito una rete ogni 78′, mentre con lui fuori dal campo la cifra si abbassa addirittura ad una rete ogni 49′. Stesso discorso per il 2023-24: con Gila in campo una rete subita ogni 101′, con lui fuori una ogni 77′. Guardando anche alla differenza reti generale, in questi anni la Lazio ha sempre avuto un rendimento migliore con Gila in campo, piuttosto che con lui fuori, e questo può sicuramente far sorridere Ruben Amorim.

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In questi anni Gila è stato allenato da tecnici differenti, come personalità e stili di gioco. Da Sarri a Baroni passando per la parentesi Tudor alla fine del 2023-24, eppure lo spagnolo ha sempre trovato spazio e si è sempre rivelato un elemento importante per tutti gli allenatori. Sulla carta anche il rapporto con Ruben Amorim dovrebbe essere ottimale, visto che lo spagnolo ha mostrato negli anni grande aggressività e tendenza all’anticipo, oltre ad un’ottima abilità nel difendere in uno contro uno, tutte caratteristiche difensive richieste nello schema tattico del tecnico portoghese.

QUALCHE INCOGNITA?

Se proprio si dovesse trovare un’incognita, questa consisterebbe nella capacità di Gila di essere affidabile anche in situazioni di difesa schierata o di copertura nella propria area di rigore, dove, un po’ come Pavlovic, a volte ha mostrato qualche lacuna da rifinire. Ma la speranza di Amorim e anche del mondo milanista, è che possa capitare non così spesso di vedere un Milan rintanato nella propria area in attesa delle mosse dell’avversario.

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