Maxi indagine della procura di Perugia su quella che sembra essere la più ampia violazione delle banche dati statali nella storia recente italiana: tra gli spiati anche Agnelli, Allegri, Cristiano Ronaldo e Gravina.
Ministri dell’attuale governo, politici, ma anche personaggi del calcio e dello spettacolo. La lista di persone finite sotto il mirino del finanziere Pasquale Striano quando era in servizio alla Procura nazionale antimafia, attività ora sott’indagine presso la procura di Perugia, è piuttosto lunga Secondo le prime ricostruzioni fatte dalla procura, tali informazioni deriverebbero da circa 800 accessi abusivi alla banca dati “senza alcun motivo di servizio“, ma sempre in momenti specifici.
Presenti nelle ricerche anche Agnelli, Allegri e Ronaldo
In situazioni in cui si stava formando un governo, si effettuavano interrogazioni sugli archivi per ottenere dati sensibili su possibili ministri e i loro familiari, ma non solo. Come riporta La Repubblica, Striano controllava praticamente tutto l’attuale Governo, ma nelle ricerche spuntano anche personaggi del mondo dello spettacolo (Fedez e l’agente dei vip Lucio Presta) e dello sport, con particolare interesse per la Juventus: presenti nella lista Andrea Agnelli, Massimiliano Allegri e Cristiano Ronaldo.
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Il motivo dietro le azioni di Striano rimane un mistero, poiché non è accusato di corruzione. Tuttavia, la procura sostiene che in quattro casi, il magistrato antimafia Laudati gli avrebbe chiesto di accedere abusivamente ai database «per ragioni estranee al suo servizio e in esecuzione di un disegno criminoso».
Come riporta il quotidiano: “in un caso, Laudati avrebbe tentato di avviare un’indagine sulla base di informazioni errate sul presidente della FIGC, Gabriele Gravina, fingendo di aver ricevuto segnalazioni di reato dalla procura di Salerno quando, in realtà, provenivano da una fonte vicina al presidente della Lazio, Claudio Lotito“.
Nonostante la Procura ritenga che ciò possa configurare una complicità nel reato, una parte delle informazioni è stata utilizzata per avviare indagini che altrimenti non sarebbero state avviate, mentre il resto è stato impiegato per scopi personali.
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