Il calcio europeo è sempre più al centro di una battaglia tra tradizione e mercato globale. Negli ultimi mesi ha fatto molto discutere l’idea di portare partite di campionato fuori dai confini nazionali: la Serie A starebbe valutando l’ipotesi di far disputare Milan-Como a Perth, mentre la Liga sogna Villarreal-Barcellona a Miami.
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A intervenire con fermezza è stato Glenn Micallef, commissario europeo per l’equità intergenerazionale, gioventù, cultura e sport, che in un’intervista a The Athletic ha espresso una posizione netta:
“La mia posizione è chiara: le competizioni europee dovrebbero svolgersi in Europa. Giocare partite di campionato fuori dall’Europa è un tradimento delle comunità locali e dei tifosi ai quali questi club devono gran parte dei loro successi. Per i nostri cittadini non si tratta solo di una competizione, ma di comunità, amicizia, famiglia. Portare queste competizioni fuori dall’Europa è un sintomo di problemi molto più ampi legati alla sostenibilità nel calcio. Un calendario di partite sovraccarico, con nuove competizioni che competono anche con i campionati nazionali, significa che i ricavi nell’ecosistema devono essere spinti ancora più al limite. Le professioni non regolamentate nello sport hanno molti effetti inflazionistici. Il pricing dinamico è un altro caso in cui i tifosi sono penalizzati. Dovrebbe esserci una discussione onesta sulle cause più ampie di questi problemi, invece di guardare a portare le partite nazionali fuori dall’Europa”.
