Le due squadre di Milano hanno creato due società di scopo distinte, ciascuna delle quali detiene il 50% della nuova Nsm holding, incaricata di acquisire lo stadio Meazza e le aree circostanti del quartiere. Nel consiglio di amministrazione siederanno rappresentanti dei fondi Oaktree e RedBird, insieme a quelli dei due club.
Secondo quanto riportato da Milano-Finanza, le due società si chiamano ‘Blueco’ e ‘Red Stadco’ e sono state costituite a metà settembre, poco prima del voto cruciale del Consiglio comunale di Milano.
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Tutto quello che c’è da sapere sulla nuova holding
Il consiglio di amministrazione delle holding, composto da sei membri, include rappresentanti sia dei due club milanesi che dei fondi coinvolti. Per l‘Inter siede Massimiliano Catanese, mentre Oaktree è rappresentato da Carlo Ligori e Katherine Ralp, quest’ultima figura di riferimento del fondo statunitense nella gestione nerazzurra. Il Milan è rappresentanto da Guidotti Mori e dal CFO Stefano Cocirio. Infine, per RedBird è presente Francesco Bramante, investitore legato al veicolo di Gerry Cardinale.
Cosa prevede l’accordo in caso di uscita di uno dei due club
Dagli statuti delle tre società emerge un elemento centrale, l‘impegno a garantire la massima trasparenza nell’operazione e a mantenere la proprietà dello stadio condivisa in modo paritario tra Inter e Milan per un periodo minimo di quindici anni. Inoltre, è previsto un punto tutt’altro che marginale: nel caso in cui uno dei due club decidesse di abbandonare il progetto, l’altro avrà un diritto di prelazione, potendo così subentrare e rilevare la quota in uscita.
Nuovi soci ammessi: le clausole che lo regolano
Diversamente, gli statuti di Blueco e Red Stadco non precludono la possibilità di aprire il capitale a nuovi azionisti, siano essi fondi già coinvolti o investitori esterni. Tuttavia, l’ingresso di soci di minoranza dovrà avvenire nel rispetto dei vincoli stabiliti del Comune di Milano. I due veicoli societari non potranno cedere quote della holding che controllerà San Siro e le aree limitrofe a soggetti che non rispettino i requisiti di onorabilità previsti dalla normativa vigente.
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