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Milan-Feyenoord è lo specchio dell’incoerenza societaria

Theo Hernandez

Il giorno dopo un’umiliante eliminazione in Champions League, più che di dati e statistiche sulla partita del Milan, i pensieri vanno a concentrarsi sulla (mediocre) gestione da parte di questa società del club rossonero. Concentriamoci su quattro di quelle che sono le principali contraddizioni societarie emerse al termine della gara contro il Feyenoord.

Le dichiarazioni di facciata su Theo

Ibrahimovic al termine della gara ha preso le difese di Theo Hernandez, additato da tutti i tifosi come l’artefice della durissima sconfitta, ma sono solo dichiarazioni di facciata. A gennaio, infatti, la società aveva accettato la proposta – da circa 50 milioni – del Como per un giocatore che, da quando è andato via Maldini, non sembra più credere nel progetto.

Leader sui social, ma non sul campo

Nonostante il cambio in panchina e  al netto dei risultati in campionato – in parte contro squadre alla portata – il Milan, dopo un mercato di riparazione importante, continua a non creare occasioni e proporre un gioco sterile. Se ora la qualità e il talento ci sono, quello che manca sono mentalità ed idee di gioco. Mentalità che ci si aspetterebbe soprattutto da parte di giocatori che si ergono a leader, in particolare sui social media, ma poi in campo non fanno lo stesso.

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Il caos societario

Ibrahimovic continua a ripetere che questa squadra è costruita per vincere e che questa società vuole entrare nella storia, t

uttavia, le azioni del club sembrano contraddire queste parole. Dopo la vittoria dello scudetto, la dirigenza non ha perso occasione per smantellare la squadra, ha aumentato i prezzi dei biglietti e continua a dare l’impressione di non avere un progetto ben delineato. L’assenza di un vero direttore sportivo non fa che rafforzare questa percezione di confusione e incertezza.

L’affetto dei tifosi non si compra con l’aumento dei prezzi

Non manca mai il richiamo all’importanza dei tifosi, che ancora una volta hanno dimostrato il loro attaccamento al club mandando quasi in sold-out la nuova quarta maglia. Tuttavia, la passione della tifoseria non si può dare per scontata né si può conquistare attraverso il merchandising o l’aumento del costo dei biglietti. Servono risultati concreti, una visione chiara e una gestione che dimostri coerenza e ambizione. Senza questi elementi, il malcontento dei tifosi non potrà che aumentare.

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