L’eliminazione del Milan dalla Champions League per mano del Feyenoord ha scatenato un acceso dibattito tra tifosi e addetti ai lavori. Tra le colonne de Il Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni ha dedicato un lungo editoriale alla disfatta rossonera, analizzando senza mezzi termini le responsabilità della squadra e della società. Un commento pungente e tagliente, nel classico stile del giornalista, che non ha risparmiato nessuno.
Una sconfitta inaccettabile
Zazzaroni esordisce sottolineando l’inammissibilità dell’eliminazione del Milan ai playoff contro un Feyenoord “debole e rabberciato”, costretto a schierare un diciottenne come Zepiqueno per rimpiazzare l’attaccante titolare Gimenez, ceduto proprio ai rossoneri. Il giornalista evidenzia il paradosso: una squadra tecnicamente superiore, costruita con investimenti pesanti, incapace di superare un avversario nettamente inferiore, cadendo sotto l’unico tiro in porta subito nei 95 minuti.
LEGGI ANCHE – Adani senza filtri: “Il Milan fuori? Ecco perché il calcio non è semplice…”
Le critiche si fanno più feroci quando Zazzaroni passa in rassegna le scelte tecniche. Dall’insistenza su Theo Hernandez, già ammonito e incline a ricevere cartellini, alle sostituzioni discutibili che hanno tolto dal campo Pulisic, Gimenez, Musah e Reijnders, ma lasciato in gioco João Felix, descritto come un talento tecnico ma con una carriera poco incisiva. Una gestione ritenuta fallimentare, che ha portato il Milan a essere già fuori da tutto a metà febbraio, nonostante due sessioni di mercato dispendiose e ben 46 milioni spesi solo per rafforzare il Feyenoord.
Il caos societario e la distanza, non solo geografica
Oltre al disastro tecnico, Zazzaroni punta il dito contro la dirigenza, ironizzando sul caos gestionale che avvolge il club. La decisione di affidare la panchina a Conceiçao con un contratto di soli sei mesi, con opzione per il rinnovo, viene definita un segnale di insicurezza e mancanza di progettualità. Il Milan è descritto come una società “democratica”, dove i rapporti tra Ibrahimovic e Conceiçao sono apparentemente idilliaci, ma solo perché lo svedese evita di esprimere troppi giudizi per non creare tensioni.
L’editoriale continua con una feroce satira sul ruolo di Gerry Cardinale. Il proprietario del club ha seguito la partita dagli Stati Uniti, dove, secondo Zazzaroni, “si vede meglio e si è più freschi”. Un’ironia pungente che sottolinea la distanza, non solo geografica, tra la proprietà e le reali esigenze della squadra. Zazzaroni mette alla berlina anche la comunicazione del club, evidenziando come il Milan accetti le critiche ma rifiuti i complimenti, a dimostrazione di un atteggiamento poco coerente nella gestione della pressione mediatica.
La chiosa su Theo Hernandez e le polemiche arbitrali
Zazzaroni chiude con una stoccata a Luca Marchegiani, reo di non aver ammesso per ben due volte che Theo Hernandez ha simulato in maniera evidente. Un dettaglio che, secondo il direttore, aggiunge ulteriore amarezza a una serata già di per sé disastrosa per il Milan.
L’editoriale di Zazzaroni, tra sarcasmo e dure critiche, mette in luce non solo il fallimento in campo, ma anche le fragilità strutturali della società. Il futuro dei rossoneri, tra incertezze tecniche e gestionali, sembra avvolto da più dubbi che certezze.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok, YouTube e X
