Le prime pagine se le sta prendendo Luka Modric. Inevitabile
, verrebbe da dire. Come potrebbe essere il contrario? Arrivato ed etichettato come un giocatore finito venuto a svernare in Italia, pronto per giocare una manciata di partite perché 40 anni, si sa, sono tanti. Due mesi dopo è il centrocampista più decisivo del campionato. Forse il giocatore. Corre, dispensa calcio, ammalia e diverte. La gente, tifosa o meno del Milan, si alza in piedi per lui, applaudendone le gesta. Insieme a lui, Pulisic, Rabiot e Saelemaekers.
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Tanti Batman, ma anche altrettanti Robin, fondamentali per i primi. Allegri sta facendo rinascere la difesa rossonera, dando nuova linfa a quei giocatori che si erano spenti. Uno su tutti, Fikayo Tomori. Arrivato nel 2021, per due anni ha dominato la difesa, risultando decisivo per lo Scudetto e potendo vantare di essere considerato tra i migliori della Serie A. Poi, un lento declino, fino a oggi.
Lo hanno notato in tanti, tra cui il giornalista di Sky Peppe Di Stefano, che lo ha elogiato a Radio Rossonera.
“Chi mi ha stupito di più? Tomori, era l’emblema di un giocatore che ha fatto bene quando c’era una grande struttura societaria, si siede nel Milan dello scorso anno dove tutto non andava e ora sta facendo bene“.
Il giornalista ha poi proseguito:
“Mi resterà il mistero di cosa avrebbe potuto fare Theo Hernandez in una squadra del genere e con un allenatore come Allegri. Sono convinto avrebbe motivato e recuperato anche lui. Il mister non ha premuto nessun interruttore tattico, ha lavorato sulla testa. Gabbia-Pavlovic-Tomori non è diversissima dalla difesa Scudetto, ma Allegri ha gli antidoti per superare i malanni e i giocatori lo stanno seguendo assiduamente”.
