Alessandro F. Giudice, nel suo consueto commento su Il Corriere dello Sport, ha analizzato il rifinanziamento annunciato da RedBird, proprietario del Milan. Una mossa che punta a chiarire molte delle speculazioni emerse negli ultimi mesi.
Un rifinanziamento anticipato e strategico
L’annuncio, avvenuto con otto mesi di anticipo rispetto alla scadenza, sembra voler spegnere i rumors che parlavano di difficoltà economiche per RedBird e di possibili attriti con Elliott, l’ex proprietario del club. Tra le ipotesi circolate c’era persino l’intervento del fondo Carlyle, associato a Zlatan Ibrahimovic come “soccorritore” del progetto. Tuttavia, il comunicato di RedBird ha smentito queste voci, dimostrando una solidità finanziaria che rende tale intervento superfluo.
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Per comprendere il rifinanziamento, bisogna risalire al 2022, quando RedBird acquisì il 99,93% del Milan per 1,16 miliardi di euro, subito dopo la vittoria dello scudetto. Di questa cifra, 600 milioni furono versati direttamente da RedBird, mentre i restanti 560 milioni vennero finanziati da Elliott attraverso un vendor loan.
Questo modello finanziario è frequente nelle acquisizioni: il venditore fornisce un prestito anziché ricorrere a una banca, facilitando la chiusura dell’operazione. Inoltre, Elliott ha concesso a RedBird condizioni più favorevoli rispetto al mercato, con un tasso d’interesse del 7%, ben inferiore al 12% che Oaktree applicò a Zhang per finanziare l’Inter.
Elliott ha tratto grandi vantaggi da questa operazione, realizzando un guadagno di quasi mezzo miliardo in quattro anni. Inoltre, ha sostituito una partecipazione azionaria rischiosa con un prestito, riducendo l’esposizione finanziaria.

Debito e equity: il bilanciamento di RedBird
La struttura finanziaria di RedBird non deve essere interpretata come una fragilità, ma come una scelta strategica tipica dei fondi di investimento. A differenza di un privato, un fondo come RedBird utilizza un mix di equity (capitale proprio) e debito, calibrato per minimizzare i costi.
Il debito, infatti, ha generalmente un costo inferiore rispetto all’equity, che deve garantire rendimenti più alti agli investitori. Inoltre, il debito comporta meno rischi per i creditori, poiché è garantito dal diritto di rivalersi sui beni del debitore.
I numeri del rifinanziamento
Con il nuovo rifinanziamento, RedBird investirà ulteriori 170 milioni, riducendo l’esposizione del vendor loan da 560 a 489 milioni. Questo porterà il capitale proprio investito (equity) a 770 milioni, migliorando il rapporto di indebitamento complessivo.
L’operazione conferma la stabilità e la visione strategica di RedBird nella gestione del Milan, garantendo una maggiore sostenibilità finanziaria e mettendo a tacere le voci di crisi. Il club rossonero, grazie a questa struttura, continua a costruire il proprio futuro con basi sempre più solide.
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