Vigilia di Milan- Juventus, sfida valevole per la semifinale di Supercoppa Italiana. Il Diavolo vuole rialzare la testa con il nuovo allenatore, Sergio Conceiçao, subentrato al posto di Paulo Fonseca in seguito al pareggio di San Siro con la Roma. Il tecnico portoghese, assieme a Mike Maignan, ha parlato in conferenza stampa. Queste le sue parole.
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Sul primo impatto
: “Ho trovato una squadra umile, che vuole imparare, che vuole capire cosa vuole il nuovo allenatore. Questa è la base per lavorare con qualità. C’è stato poco tempo per lavorare, ma siamo stati incisivi nel dire dove la squadra deve migliorare in vari momenti del gioco per essere competitivi già domani”.
Sul tempo per lavorare: “Il timing è quello che è. Quando sono arrivato sapevo che la situazione era questa, che il tempo era poco e tanti giocatori sono infortunati. Ma non devono essere scuse. Stiamo lavorando e lavoreremo nei prossimi due allenamenti per prepararla nel miglior modo possibile e per cercarla di vincere”.
Sul match contro suo figlio Francisco: “Non sono per niente emozionato, anzi ho anche 39 di febbre. A casa sono il padre di Francisco, domani sarà un avversario. Lui la pensa come me. Nessuna emozione, lo voglio battere”.
Sul momento: “Non è più facile o più difficile. Il nostro lavoro è cercare di migliorare le singole situazioni. I calciatori devono capire il momento, dobbiamo cambiarlo e lo possiamo fare solo lavorando. In questi grandi club contano solo i risultati”.
Sulle qualità di Francisco: ” È un giocatore di qualità, tecnica, capisce il gioco. Ha anche qualità fisiche. La Juve ha tanti giocatori di qualità, giovani, che lavorano e capiscono cosa vuole Motta. Io non è che voglio incastrare il talento o la qualità, ma dobbiamo essere compatti, aggressivi e lavorare come squadra. Solo così secondo me il calcio funziona”.
Su Tomori: “Io non ho ancora parlato di mercato. Tomori fa parte del gruppo e al momento questa è la cosa più importante per me”.
Sulla pressione: “Dobbiamo lavorare ogni giorno, non sono un visionario per pensare tra sei mesi. Lavoriamo ogni giorno per avere i risultati, poi si faranno i conti. C’è la pressione, ma domani lo stadio è pieno: sono felice, facciamo un lavoro fantastico, guadagniamo soldi, siamo conosciuti, siamo fortunati e privilegiati. Dobbiamo sfruttare questo talento che Dio ci ha dato per fare bene”.
Sul match con la Juve: “Ho rivisto il match. Ho visto due squadre in cui la paura di perdere era più di quella di vincere. Domani dobbiamo cercare la vittoria, guardando ovviamente anche la fase difensiva”.
Sul paragone con Conte, Simeone, Allegri: “Ho grande rispetto per questi colleghi, ma ognuno di noi è diverso. Loro magari hanno avuto già successo nei grandi club, io devo portare risultati al Milan. Sugli infortuni? Non sono il medico, la situazione purtroppo è questa, alcuni hanno pochissimi allenamenti perché sono appena rientrati, mentre altri non hanno ancora recuperato”.
Sull’ospitalità ricevuta in Arabia: “Siamo stati ricevuti in maniera molto simpatica. Non ci manca niente. Grazie per l’ospitalità”.
Sui rischi di allenare il Milan: “La vita è fatta così: rischi, sfide. Io ho lavorato tanto per arrivare qua, altrimenti me ne stavo tranquillamente al mio paese. Per me è un onore e un orgoglio allenare una squadra come il Milan”.
Sul campionato arabo: “Ci sono anche allenatori portoghesi e calciatori inglesi: si sente che sta crescendo, si vede che c’è voglia”.
Sulla responsabilità: “La responsabilità di difendere questi colori è tanti. Abbiamo tanti tifosi in tutto il mondo. Dobbiamo fare bella figura per onorare questi colori”.
Su Otavio: “Otavio ha lavorato 8 anni con me. È quasi un figlio per me. E come i figli ha preso tante botte in testa. Adesso siamo diventati amici”.
Che intenzioni ha per il match: “Non posso dire nulla sulla formazione perché altrimenti faccio un favore a Thiago Motta. Le altre Supercoppe del Milan sono state fatte da altri allenatori in passato. Ciò che conta è solamente lavorare nel miglior modo possibile per ottenere i risultati”.
Queste invece le parole di Mike Maignan.
Sul cambio di allenatore: “Un cambio di allenatore non è mai facile, ma siamo stati subito attenti per ascoltare il mister”.
Sulla delusione per la stagione: “Si è delusi solo alla fine, ma ora bisogna fare tutto il possibile per fare il meglio. Domani c’è una semifinale, è molto importante per la società e per noi”
Sul momento: “Non mi piace parlare troppo. Noi siamo qua per reagire e fare meglio. Conosco i miei compagni, ogni giorno cerchiamo di dare il massimo ed essere professionisti. Anche noi siamo delusi, anche noi vogliamo vincere. Dobbiamo lavorare al massimo e a fine anno vedremo dove saremo”.
Su Fonseca: “Abbiamo rispetto nei confronti di Fonseca. Ci siamo salutati, ma quello che ci siamo detti resta fra noi”.
Sul campionato arabo: “Non ho tempo di guardarlo. Ma sta crescendo perché prendono giocatori europei.. Mio futuro qua? Non lo so”.
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