La sconfitta nel derby del 5 febbraio contro l’Inter, nonostante i tanti nasi storti per l’atteggiamento, ha posto le basi per il nuovo Milan di Pioli. Il cambio di modulo, con la difesa a tre, ha ridato linfa vitale e solidità a una squadra che sembrava essersi smarrita dopo un gennaio da incubo. La prestazione, a ragion veduta, aveva fatto infastidire e stranire tifosi e appassionati. I rossoneri, infatti, avevano dato l’impressione di essere scesi in campo con l’intenzione di concedere il meno possibile più che provare a vincere. L’ingresso di Malick Thiaw nelle battute finali della partita ha subito messo in evidenza che il Milan non avrebbe più potuto prescindere dalla sua presenza.
Dal 71′ di Inter-Milan, minuto in cui è entrato il difensore tedesco, la musica è cambiata e il Diavolo è ripartito. Sei partite, cinque vittorie, una sola sconfitta e, soprattutto, cinque clean sheet tra campionato e Champions League. Il nuovo assetto ha garantito compattezza, dando fiducia e rimettendo in moto la macchina rossonera. Partita dopo partita il Milan ha ritrovato i suoi giocatori più importanti, Theo Hernandez su tutti. È tornato il calcio fluido e offensivo che meno di dodici mesi fa aveva fatto esplodere di una gioia incontenibile Milano.
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A differenza di quella squadra, tuttavia, il vero punto di forza non è la facilità di creare e sfruttare le occasioni da gol. In fase offensiva il Milan sta faticando, costruendo tanto ma concretizzando poco. La doppia sfida con il Tottenham è l’esempio perfetto, con almeno otto grandi chance da rete ma solamente una realizzata. Il nuovo Milan di Pioli poggia su una difesa impenetrabile che, nelle ultime sei partite, ha concesso appena due gol, quelle di Firenze in una serata storta.
Il terzetto formato da Kalulu, Thiaw e Tomori si è subito trovato a meraviglia. Kalulu è tornato ai livelli dell’anno scorso, Tomori, nonostante alcuni svarioni, sembra aver preso fiducia e Thiaw è stata una piacevole scoperta, tecnicamente completo e fisicamente imponente. Il rientro di Mike Maignan, infine, ha ridato sicurezza a tutto il reparto. Quattro colonne costate in tutto meno di 50 milioni di euro e che ora valgono almeno il doppio.
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