Uno degli obiettivi di Gerry Cardinale, da quando ha acquistato il Milan, è quello di costruire lo stadio di proprietà. Il Diavolo dopo diversi studi e ostacoli incontrati ha stabilito che San Donato fosse la zona adatta per poter avviare tale progetto. In ottica futura significherebbe tanto per le casse del club: maggiori entrate che permetterebbero un’autofinanziamento nel calciomercato e spettacolo garantito. Nelle ultime settimane, però, sembra essere cambiato qualcosa e stamattina a lanciare l’indiscrezione è proprio il Corriere della Sera.
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Il quotidiano ha spiegato come a sorpresa i rossoneri potrebbero fare dietrofront e siglare un accordo scritto con l’Inter per la ristrutturazione di San Siro. Ma cosa è cambiato per le due squadre? Per entrambe le società si parlava di costi vicini al miliardo di euro, cifra sicuramente importante per un impianto in solitaria. L’opzione migliore per i club, però, sembra essere quella di unire le forze per un progetto sostenibile.
Proprio per questo motivo, nei prossimi giorni, ci sarà un incontro con il sindaco Sala. In questa occasione entrerà in scena WeBuild, che nei mesi scorsi aveva presentato un progetto di ristrutturazione che si aggirava intorno ai 400 milioni di euro. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da calciomercato.com, i costi sembrano essere aumentati a circa 700 milioni di euro, cifra che resta importante ma sicuramente conveniente poiché spartita tra i club.
A breve il Presidente Paolo Scaroni e Alessandro Antonello si incontreranno per capire la fattibilità dell’operazione. Dovranno incastrarsi alcuni meccanismi, tra cui le tempistiche dei lavori, dopodiché potrebbe esserci una svolta reale su questo fronte. Le parti sembrano essere convinte di procedere in un’unica direzione.
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