Quella di sabato sera contro il Cagliari potrebbe essere la penultima gara di Stefano Pioli a San Siro da allenatore del Milan. La sua avventura in rossonero è ormai giunta al termine, con ogni probabilità a fine campionato il tecnico parmigiano si accorderà con la società per una buonuscita. Intanto, però, ci sono ancora tre partite da giocare, ed una qualificazione alla Supercoppa Italiana da mettersi in tasca. Queste le dichiarazioni dell’allenatore del Milan alla vigilia della partita contro il Cagliari:
Sulla partita di domani: “Vogliamo la vittoria per tanti motivi, il secondo posto è un obiettivo ancora da raggiungere. Per rispetto dei nostri tifosi e per orgoglio domani vogliamo tornare a vincere”
Sull’ultimo periodo personale: “L’unica cosa che mi darebbe fastidio è se la squadra non avesse le giuste motivazioni ed energie per finire il campionato. Come sto io non conta, sono concentrato per queste partite. Alla fine incontreremo il club e decideremo il nostro futuro. Nella figura dell’allenatore c’è anche fare il parafulmine, non è mai stato un problema per me”
Su Giroud e Jovic: “La squadra sta bene, siamo nel finale di una stagione comunque lunga e complicata, c’è chi ha meno energie, cercherò di far partire chi ha la condizione migliore possibile per provare a vincere”
Sul Cagliari e Ranieri: “Stiamo parlando di un grandissimo allenatore. Ho avuto tre maestri: Trapattoni, Bagnoli e Claudio. Ranieri è un top in tutto, come stile e capacità di allenare. Ha sempre fatto un grandissimo lavoro, sa quanto io lo stimi”
Sullo sciopero dei tifosi e la loro preoccupazione: “Credo che il club abbia dimostrato di saper lavorare ed essere ambizioso, la società saprà dare le risposte a fine campionato”
Sulle dichiarazioni di Maldini: “Non credo debba essere io a commentarle. I meriti ed i demeriti di una stagione devono essere sempre condivisi tra allenatore, club e giocatori”
Su Leao: “Per essere sorridente credo voglia segnare, giocare bene ed aiutare la squadra a fare gol”

Sulla gestione dei giocatori in vista delle nazionali: “Ho dato una possibilità a loro, sanno dov’è il mio ufficio, per chi si sente di aver già dato tutto ed è stanco l’ufficio è aperto ma nessuno si è presentato. Ho visto le cose che volevo vedere in settimana”
Sul suo paragone tra il Milan e Real Madrid-Manchester City: “Sono stato preso in giro anche perché ho detto che l’Atalanta era una delle favorite. Io mi riferivo al fatto che un anno fa eravamo in semifinale di Champions. L’eliminazione contro l’Inter ha diminuito l’importanza di questo risultato. Quest’anno siamo stati lontani da queste squadre. Credo che questo sia una buona squadra, ma non voglio andare sui discorsi futuri. Penso per me sia meglio pensare al presente. Secondo me non siamo lontani da Atalanta e Roma, il rimpianto è la doppiasfida con la Roma”
Su De Ketelaere: “L’anno scorso per lui era la prima stagione in un campionato competitivo. Quest’anno si è trovato con un’esperienza superiore ed in un ruolo che probabilmente è più adatto alle sue caratteristiche. Io non avevo mai pensato a cambiargli il ruolo perché avevamo altri progetti”
Sulla testa dei giocatori in questo momento: “Siamo umani, viviamo di emozioni. L’uscita dall’EL e la sconfitta nel derby pesano, non credo però che non ci sia stata la reazione, altrimenti non avremmo pareggiato con la Juve o ripreso la partita con il Genoa. Chiaro che speravamo in qualcosa di più. Kalulu e Pobega? Se un giocatore non fosse motivato non giocherebbe, chi ha giocato di più può essere meno in condizione. Domani metterò la miglior squadra che possa garantirmi il risultato”
Su quanto i giocatori influiscano nello stile di gioco: “L’allenatore da un’idea e dei principi di gioco, le caratteristiche dei giocatori poi interpretano queste caratteristiche. Non siamo mai stati difensivisti, non voglio esserlo. Questo non vuol dire che dobbiamo prendere sempre quei gol. Siamo una squadra che vuole segnare sempre un gol in più degli altri, questo sì”
Sul Borussia in finale: “Le competizioni europee sono difficili da prevedere, essere al top nella partita singola o nel doppio confronto fa la differenza. Guarda la classifica del Dortmund in campionato. Hanno saputo sfruttare le occasioni che hanno avuto. Potrei dire che se Oli avesse segnato il rigore col Dortmund forse avremmo avuto un grande risultato, ma la realtà è che loro ci hanno battuto”
Sull’approccio del Cagliari: “Con la palla è una squadra molto diretta, verticalizza tanto. In fase difensiva ha cambiato un po’, a volte progressiva altre attendista”
Sulla condizione di Kalulu e Bennacer: “Mi sembra che stiano bene, Isma sta ritrovando ritmo, Pierre sta bene ma non è al 100%. Sono pronti entrambi per giocare”
Sulla fase difensiva di quest’anno: “Rispetto ai numeri che abbiamo, per i tiri che abbiamo concessi, abbiamo subito troppi gol. Vuol dire che abbiamo commesso qualche errore di troppo”
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